Starcraft II – Arrivato! Aggiungi un commento

31 luglio 2010, 18:25

Hell, it’s about time… we stopped overusing catchphrases. (Ovvero: Diavolo, è ora… di smettere l’abuso di frasi celebri!)

Lasciamo che siano le immagini a parlare da sole, stavolta.



Finalmente è arrivato anche da me, due giorni dopo il lancio mondiale. Bellissima scatola, bellissimo gioco e anche se la Collector’s non mi attirava più di tanto, ho una mezza idea di prendere il solo artbook per puro godimento artistico.

Ci si vede su Battle.net. Per chi volesse fare un match, Silma.823, Diamond league (bragging rights!)… quando non sono impegnato con la campagna o a farmi aprire in due negli 1 contro 1…

Buon divertimento e GG!

Braid: Tempo e Perdono Aggiungi un commento

19 settembre 2009, 17:52

Oggi voglio parlare di Braid.

Braid - Città

Non farò una recensione del gioco di Johnathan Blow, per quello esistono siti molto più esaurienti e specializzati; ma una riflessione sulle emozioni che il gioco ha prodotto in me e sulle sensazioni che mi ha lasciato. Personalmente, considero un videogame (o qualsiasi altro lavoro creativo) tanto di successo quanto più mi capita di ricordarlo. Non necessariamente rigiocarlo, anche se quest’ultima cosa spesso segue la prima, ma ricordarlo ed emozionarmi per la storia o per associazioni tra le sue varie componenti: grafica, musica, feeling ecc.

Giochi come StarCraft, per la storia, Unreal e Half-Life per le ambientazioni e la colonna sonora, Faraon e Alpha Centauri per la complessità del gameplay, li ricordo volentieri e, spesso, li rigioco ancora oggi, perchè mi hanno lasciato qualcosa. Giocare a StarCraft di nuovo era come rileggere un libro fantasy ben scritto: ogni volta mi emozionavo di nuovo per il sacrificio di Tassadar e l’eroismo che il suo ricordo suscitava in quelli che rimanevano dopo di lui.

Braid è stato per me anche più di questo. In un periodo dove i giochi esplodono in quanto a grafica ed effetti speciali, oppure sono iterazioni ennesime di franchise iniziati più di un lustro fa, Braid si pone invece tra quei giochi che, con budget relativamente limitato e team composti spesso da una, due o massimo tre persone, riescono nel loro intento molto più che giochi da centinaia di milioni di dollari.

In Braid, molte cose colpiscono il giocatore. Chi gioca è subito coinvolto nell’azione: nessuna schermata iniziale, ma un ponte in ombra, che dà su una città in cui alcune luci dorate mostrano un paesaggio di tetti. Il titolo svanisce appena ci muoviamo; nell’atto stesso di muoversi scopriamo il personaggio, altrimenti quasi invisibile, e lo vediamo mentre passa in luce sotto alcuni lampioni dall’aspetto rétro.

Braid - Casa di Tim

Tim, il protagonista, utilizza la sua casa come punto di partenza per i vari “mondi” alla Super Mario; ma all’ingresso di ogni mondo, ci viene raccontato qualcosa di lui. Nel primo, che enigmaticamente è il “Mondo 2″, viene detto qualcosa che ognuno potrà fare suo.

“Ma se abbiamo imparato dai nostri errori, se ci hanno fatto diventare migliori, non dovremmo essere premiati, piuttosto che puniti? [...] L’esperienza ci renderebbe comunque più saggi, ma non dovremmo più soffrire per i nostri errori.”

Braid è una storia di perdono, remissione, frustrazione, esitazione, decisione e ineluttabilità. Sfide che chiunque si ritrova a vincere o perdere (più che altro perdere) nella sua vita. Tutti i concetti sono integrati nel gameplay come manipolazioni temporali: il perdono è la possibilità di riavvolgere il tempo fino all’inizio del livello, l’esitazione è rappresentata da zone in cui il tempo (e Tim stesso) rallenta fin quasi a fermarsi, la decisione è l’avverarsi della frase “Se tornassi indietro, farei la stessa cosa”: un’ombra di noi stessi ripercorre le azioni che abbiamo appena compiuto. Ogni mondo integra uno di questi concetti nella musica e nella grafica, oltre che nel gameplay.

Braid - Coniglietti rosa mannari

Musica e grafica sono tra le migliori che io abbia mai visto in un gioco. Sono perfette per la situazione, al punto che l’occhio non riesce a cogliere cosa sia in particolare che lo colpisce, ma abbraccia il tutto come un intero. La musica, una combinazione di tenui melodie d’arpa, pianoforte e violino, è stata accuratamente scelta perchè si accordasse con il concetto dei mondi e le ambientazioni e, a sua volta, ha influenzato entrambi. Infine, la grafica, in uno squisito stile acquarello, contiene elementi che riprendono il concetto espresso e l’episodio raccontato.

Non potrei raccomandarlo abbastanza: Braid non è solo un gioco, è un’esperienza, un dipinto, una sinfonia ed un omaggio al genere platform. Cosa mi ha insegnato? Che anche se l’esperienza può servirci per non commettere gli stessi errori in futuro, non si può mai tornare compiutamente indietro; cercare di farlo significa procurare altra sofferenza a se stessi e agli altri. Ma si può andare avanti, cercare di costruire qualcosa di nuovo.

La mia esperienza con Windows Vista Aggiungi un commento

10 ottobre 2007, 18:31

Ieri pomeriggio, tornando a casa all’una, mi sono ricordato di avere appena installato una GPU G84 (cuore pulsante di una GeForce 8600GT), di avere una partizione del mio secondo disco fisso libera, residuato dei miei numerosi e infruttuosi tentativi di installare una distribuzione Linux che potesse usufruire del mio modem (ahimè, USB) e infine, cosa forse decisiva, di possedere due titoli di ultima generazione: Company of Heroes, della THQ, e Lost Planet, della Capcom.

Così mi son detto, perchè non provare in prima persona come sono queste tanto celebrate DirectX 10? Il che, come tutti sanno, presuppone l’installazione di Windows Vista.

Avevo già provato ad installare la famigerata nuova creazione di casa Microsoft mesi fa, prima come beta, poi come RC1, sia a 32 bit che a 64 bit, incorrendo in problemi troppo numerosi per essere nominati. Ma che importava? Stavo usando un prodotto non rilasciato alla distribuzione, non finito, era normale che trovassi dei bachi. I problemi sono cominciati quando, procuratami una fresca copia di Windows Vista Ultimate (l’unica che valga la pena di provare, a mio parere), l’ho installata sul mio computer.

L’installazione è filata liscia, con una durata anche più breve di quella di Windows XP (i miei ricordi, per averne prova, non devono andare più in là del dicembre 2006). Grafica elegante, tempi di attesa sufficentemente brevi, un solo grande difetto: la quasi totale mancanza di feedback. Non che XP ne desse molto di più, e non so nulla dell’installazione dei sistemi Apple, ma per fare un esempio, qualsiasi distribuzione di Linux fornisce dati in tempo reale su cosa sia in fase di trasferimento ed elaborazione, in ogni momento.

Finita l’installazione e riavviato il computer un paio di volte (di cui la seconda, così bruscamente da lasciarmi dubitare che si fosse trattato di un riavvio anomalo), scelgo un nome, un’immagine da assegnare al profilo e un primo sfondo (caratteristica senza dubbio pregevole, ma avrebbero potuto concentrarsi su altri aspetti, più importanti). Mi sto preparando ad atterrare, per così dire, sul desktop di Vista quando…

Una schermata blu della morte! Al minuto 0 di utilizzo del sistema operativo! Deve trattarsi di una specie di record.

Il sistema si riavvia da solo, senza neanche darmi la consolazione di leggere la causa del BSOD (o “schermata di Stop”, come la chiamano eufemisticamente su Microsoft.com). Al riavvio successivo, non ci sono problemi e come prima cosa installo il modem, componente fondamentale, perchè intendo lasciare che sia Windows Update a scaricare e installare la maggior parte dei driver di cui ho bisogno (schede video e audio, in primis).

Benvenuti a City 17. Qui è più sicuro.

A questo punto, rimpiango tantissimo di non aver preso screenshots di ciò che accadde. Lo spiego a parole. Installato il modem e creata la connessione di defaul (ancora senza parametri) che potete vedere nell’icona direttamente sotto il cestino, ho provato ad aprire la stessa. L’errore era “explorer.exe: file non trovato”. Perplesso, provo ad aprire il gestore delle connessioni di rete. Non c’è nulla. Ancora più perplesso, e un po’ preoccupato, apro il gestore dei dispositivi. Il mio modem è chiaramente listato sotto “Adattatori di rete”, senza punti esclamativi o di domanda, perfettamente funzionante. Penso il programma di setup, o i driver stessi, non siano perfettamente compatibili con Vista (il che, di per sé, la direbbe lunga sul “migliorato supporto ai dispositivi”) e tento di creare una connessione di rete manualmente. Il gestore delle connessioni mi risponde uno sconfortante “Non è stato trovato nessun dispositivo di rete”. Confuso, cerco di pensare a qualcos’altro…

Tanto per fare qualcosa, avvio Internet Explorer (forse giusto per vedere la pagina di connessione annullata). E lì scoppia il finimondo. Le immagini riportano il risultato del doppio clic sull’icona di IE (a sinistra) e ciò che accadeva pochi minuti dopo (a destra).

Internet Explorer è caduto......e qualche minuto dopo, va tutto in pezzi

Finalmente ho la luminosa idea di riavviare il pc. Mi balena il sospetto che Vista, il sistema stabile, non gradisca la percentuale di overclock da BIOS che mantengo sul mio processore (perfettamente supportata da XP). La supposizione è esatta: riportata la frequenza di bus sui 200 MHz standard, gli errori a catena cessano, compresa l’incomprensibile mancanza della connessione di rete, e posso accedere a Internet.

Finalmente, si compone

Da notare il popup, già mezzo svanito, che mi notifica la disattivazione dello User Account Control. La trovo una delle caratteristiche più fastidiose e inutili di questo sistema operativo. Un utente risponderà “Sì” il 99,999% delle volte, e se un malintenzionato ha avuto accesso alla nostra macchina, non si farà certo prendere dai rimorsi a rispondere “Sì”.

Il passo successivo è stato l’accesso a Windows Update e alla schermata di ricerca degli aggiornamenti. Anche qui, nessun tipo di feedback, se non a ricerca completata. Ho usato il tempo a disposizione per fare uno spuntino.

Ho appena installato una 'porta giochi standard non supportata.'

Completata l’installazione degli aggiornamenti richiesti, a parte il pacchetto per la lingua italiana (per il motivo che, come ho scoperto dopo, non è possibile installare un pacchetto lingue assieme ad altri aggiornamenti… una delle tante incomprensibili caratteristiche di Vista), ho riavviato il sistema un’ultima volta e ho finalmente potuto provare la tanto decantata interfaccia Aero.

Vista sta valutando il mio sistema.Ho un punteggio.

Hanno completato l’installazione i miei programmi fondamentali e una new entry, in occasione del passaggio (temporaneo, per carità) a Vista: Switcher, di Bao Nguyen. Essenzialmente un clone della funzione Exposé tanto popolare su Mac Os X: in pratica, imperdibile.

Alcune parti si questo rapporto sono state riscritte almeno due volte, a causa di vari crash di Firefox. L’uso della Volpe di fuoco è doveroso, visto che non ho installato nemmeno un antivirus (temerario!).

Dopo un paio d’ore, spese in parte in giochi e in parte in test di vario genere (più che altro, per vedere quali e quante applicazioni, di quelle che sono solito usare, funzionino su Windows Vista) ho ottenuto talmente tanti errori inaspettati e BSoD’s che sto pensando di vestire una schermata blu.

Per quanto mi riguarda, l’esperimento è fallito e non prenderò in mano seriamente Vista almeno fino al rilascio del primo Service Pack.