Asus EEE Box 1501 come HTPC Aggiungi un commento

20 luglio 2010, 10:59

Avere un Home Theater PC. L’idea è affascinante. “Per poco non morivo senza averla mai avuta…” – ma sto divagando.

E’ uno dei miei chiodi fissi, di quelli a cui penso per un paio d’anni senza troppa convinzione, finché non arriva il momento propizio che mi spinge, finalmente, ad un acquisto ponderato al millimetro. Così, ogni tanto, do una controllata a quello che offre il mercato, tramite i canali abituali: CNet, HWUpgrade, Technozoom… Divertente, anche perchè costruire un buon PC da salotto presenta più di una problematica.

Innanzitutto dovrà essere silenzioso e parco nei consumi, nessuno vuole un reattore in salotto, soprattutto mentre si guarda un film o (Dio liberi!) si ascolta la propria colonna sonora preferita, né si deve essere costretti a stare attenti a cos’altro si accende oltre al Pc. Dovrà essere esteticamente gradevole o sparire del tutto, perchè uno scatolotto scialbo non fa certo bella figura. Molti case per HTPC assomigliano a lettori DVD, belli, chi lo nega, ma chi ha voglia di spendere 150€ per il solo case? Infine, ma non certo per importanza, dovrà poter riprodurre contenuti in alta definizione e, preferibilmente, audio 5.1. Oltre a, che so, poter mantenere aperti un browser, un programma di videoscrittura, un lettore multimediale e un programma di posta senza esplodere (!!).

Tenendo presente le richieste, credo che un ottimo candidato sia l’Asus EEE Box 1501. La linea EEE Box è la controparte desktop dei famosi nettop EEE Pc; il modello 1501 si presta ad essere la macchina centrale per l’intrattenimento domestico per una serie di ragioni:

  • Molto silenzioso: 26 Db sono meno del rumore ambiente della maggior parte delle case, di giorno e di notte.
  • Bassi consumi: ~20W all’ora di picco, ~12W in idle.
  • Compatto: solo 20 cm di lunghezza, inoltre può essere appeso al retro della maggior parte delle TV LCD, sparendo del tutto alla vista!
  • HD: Chipset nVidia ION per la riproduzione di contenuti a 1080p e audio 5.1. Uscite HDMI e S-PDIF
  • Everyday use: Processore Intel Atom N330 dual-core, 2 GB RAM (potenziabile a 4 GB) e Hard Disk da 250 GB. Più che sufficiente per Internet, posta elettronica, Office e giochi datati o senza particolari richieste prestazionali. Non ci girerà Crysis, ma ci gira Braid.

Inoltre connettività Gigabit LAN, Wireless b/g/n, e-SATA, card reader, telecomando… tutto quello di cui si ha bisogno, insomma. E si può montare sul retro di un televisore piatto, sparendo così alla vista! Aggiungendo un disco esterno per massimizzare lo storage e (naturalmente) una connessione a Internet, Wi-Fi o cablata, diventa un centro multimediale completo ed efficiente. Aggiungendo un qualsiasi tuner USB, si ottiene la possibilità di acquisire video da TV (anche digitale terrestre). Vediamo in breve quanto verrebbe a costare il tutto, con l’aggiunta di telecomando, disco fisso da 1 TB e TV tuner:

  • Asus EEE Box 1501: 365€
  • HDD esterno da 1,5 TB: ~85€ a seconda del marchio
  • Hauppage PCTV: ~50€
  • Totale: ~500€ per avere tutto!

I contro? Dispone solo di lettore e masterizzatore DVD, quindi niente Blu-ray a meno di acquistare un lettore esterno… stesso discorso per la Pay-TV e il satellitare a pagamento, anche se per questo esistono ricevitori USB. Esauriti i contro.

Anche se molto probabilmente, ora di avere un appartamento tutto mio da sfruttare, l’EEE Box 1501 sarà superato, la direzione è questa. L’integrazione di processori a bassissimo consumo con chipset per l’alta definizione, in dispositivi compatti, rappresenta un ottimo modo per avere il “tutto in uno” che funziona.

Recensioni: su EEEPC.it, su PcWorld.com (in inglese)

Radeon serie 5000: le dimensioni contano Aggiungi un commento

29 settembre 2009, 10:44

Da pochi giorni è uscita la nuova AMD/Ati Radeon HD 5870, modello di punta a singola GPU della neonata Serie 5000.

Queste sono le mie prime reazioni al vedere la reference board: “Che blocco!” e “Sembra  il sarcofago di Ra in Stargate” e infine “Sembra un’astronave!”. Insomma, l’impressione era qualcosa di molto, molto grosso, di sicuro rinforzata dallo scatolotto in cui sono contenuti la ventola a turbina e il dissipatore. Peraltro con un design che personalmente mi piace, essenziale, anche se lascia un po’ perplessi la feritoia corta per l’espulsione dell’aria. A quanto pare, la scheda raggiunge i 100 °C a pieno carico. Bollente!

Qualche giorno dopo è stata presentata la 5870 X2, formata, come lascia intendere il nome, da due processori RV800 saldati sullo stesso PCB. Qualche buontempone su Hardware Upgrade ha coniato il nome “5870 Rocco Edition”, lascio immaginare il perchè.

Very, very cheap. (Immaginatemi mentre aggiusto un monocolo e alzo il sopracciglio).

Insomma, la corsa alla produzione di schede video dalle dimensioni esagerate continua, per non parlare di costi e prestazioni. Lo si potrebbe chiamare un investimento: una scheda video di questo genere, permette di giocare tranquillamente su un monitor a 24”, Full HD, a livello di dettaglio massimo, con tutti i titoli presenti sul mercato e, molto probabilmente, con tutti quelli che saranno prodotti nei prossimi 2-3 anni. Sempre che uno non si faccia prendere la mano.

Certo è che, passando da una scheda più antiquata a questa, c’è il gran rischio che si debbano cambiare la maggior parte degli altri componenti:

  • Case, prima di tutto (28 cm di scheda non entrano in tutti i case)
  • Schermo (una scheda così è sprecata dai 21” in giù!)
  • Alimentatore (sono necessari due connettori Pci-E da 6 pin e almeno 40A sulla linea da 12 Volt)
  • Processore (Alcuni giochi tendono ad essere CPU-limited persino su un Intel Core i7 965)

Praticamente un computer nuovo.

A mio parere, stiamo andando verso il giorno in cui venderanno direttamente solo le schede video, con alimentatore e processore incorporati, e conterranno abbastanza RAM da funzionare anche per il resto del sistema. Certo, sistemi simili esistono già. Si chiamano console. Ma quale, tra le console attuali, ha la potenza e la versatilità di un Personal Computer equipaggiato con hardware di ultima generazione?

Come configurare una rete domestica basata su XP Aggiungi un commento

24 marzo 2008, 12:31

Tra esami vari, preparazione e paranoia matematica, vacanze dalla mia fidanzata (sempre troppo brevi…) e mancanza di altre cose interessanti da riportare, non ho avuto molto tempo di aggiornare questo blog, spiacente. Ma ho appena compiuto una specie di impresa e sento che è giusto fare un rapporto, così che qualcuno nella mia stessa situazione possa trovare un aiuto.

Il discorso è questo: un mese fa, la condivisione dei dati tra Leopard (portatile) e XP, aveva cessato di funzionare, senza che io facessi niente (di visibile). Ora so che, probabilmente, il cambiamento di qualche settaggio nelle group policies di XP è stato il colpevole. Ma per mia fortuna, ho trovato guide e strumenti che mi hanno permesso di ripristinare lo stato iniziale delle cose, quando tutto funzionava (o perlomeno, uno stato utile allo scopo).

I sistemi operativi coinvolti:

  • Desktop: Windows XP Professional Service Pack 3 (build 3311)
  • Laptop: Mac Os X Leopard (completamente aggiornato al 22/3/2008)
  • Laptop, dual boot: Windows Vista Business 32bit (completamente aggiornato al 22/3/2008).

Il desktop si connette a Internet mediante connessione dial-up, con modem USB. Il laptop si connette alla porta Ethernet del desktop mediante cavo RJ-45.

Per prima cosa, supponendo che qualcosa nelle varie configurazioni (Winsock, Tcp/Ip) fosse andato storto, ho eseguito un utilissimo tool per il ripristino completo di Winsock. Questo tool fa uso del comando netsh per il ripristino del protocollo Tcp/Ip, oltre che di altre manipolazioni che vanno oltre la mia conoscenza.

E ora, la configurazione funzionante per la condivisione della connessione Internet e la condivisione file in rete, su XP:

Group Policies

  • Access this computer from the network: aggiunto “Guest”
  • Deny access to this computer from the network: rimosso “Guest”
  • Sharing and security model for local account: Classic

Servizi importanti attivi (sotto Windows XP):

  • Server
  • Workstation
  • Computer browser

Configurazione della connessione Internet

  • Condivisione della connessione Internet: Abilitata

Configurazione Tcp/Ip (della connessione LAN) sotto Windows XP

  • Indirizzo IP: 192.168.0.1
  • Subnet mask: 255.255.255.0
  • DNS: non specificati
  • Avanzate: Indirizzo Ip: come sopra, Metrica automatica
  • Avanzate: DNS: Aggiungi suffissi DNS primari e specifici per la connessione, Aggiungi suffissi principali [...], Registra nel DNS gli indirizzi di questa connessione
  • Avanzate: WINS: abilita ricerca LMHOSTS, Abilita NetBIOS su Tcp/Ip
  • Avanzate: Options: Tcp/Ip filtering: disabilitato

Configurazione Tcp/Ip (della connessione LAN) sotto Windows Vista

  • Indirizzo IP: automatico
  • DNS: automatico
  • Avanzate: Indirizzo Ip: DHCP abilitato, Metrica automatica
  • Avanzate: DNS: Aggiungi suffissi DNS primari e specifici per la connessione, Aggiungi suffissi principali [...], Registra nel DNS gli indirizzi di questa connessione
  • Avanzate: WINS: abilita ricerca LMHOSTS, Abilita NetBIOS su Tcp/Ip

Configurazione della connessione di rete (nel Centro connessioni di rete e condivisione) sotto Windows Vista

  • Individuazione rete: Attivata
  • Condivisione file: Attivata
  • Condivisione stampante: Disattivata
  • Condivisione cartella pubblica: Attivata
  • Condivisione protetta da password: Disattivata

Configurazione della connessione di rete sotto Mac Os X Leopard:

  • Nessuna modifica dalla configurazione originale.

Il gruppo di lavoro di entrambi i computer è stato settato su HOUSE (potrebbe essere un nome qualsiasi, a patto che sia lo stesso: ciò non è essenziale, ma facilita le operazioni). Prima di effettuare la prima connessione, ho completamente disabilitato il firewall di XP, disabilitato il simple file sharing e impostato la sicurezza delle cartelle condivise in lettura e scrittura su Everyone: Full Control (necessario per consentire la modifica dei file sul desktop da Windows Vista). Dopodiché, ho riabilitato il firewall solo per la connessione a Internet (dopotutto, sono ancora senza un antivirus!)

Et voilà. La piccola rete domestica è servita.