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16 novembre 2010, 19:55Alla ragazza a cui voglio tanto bene e a cui tengo più di tutto quanto. Spero che tu possa riprenderti presto e tornare a stare meglio.
Ti do un abbraccio forte!
Alla ragazza a cui voglio tanto bene e a cui tengo più di tutto quanto. Spero che tu possa riprenderti presto e tornare a stare meglio.
Ti do un abbraccio forte!
Vacanza in Croazia di 10 giorni, 11 notti per la precisione, partenza il 9 agosto, ritorno il 20. (Altissima stagione? Che, sei matto? Probabilmente sì!)
Malpensa – Dubrovnik, € 120 di aereo e dannazione a noi per aver prenotato, ehm… una settimana prima? Non di più.
Dubrovnik – Babino Polje (Isola di Mljet) via traghetto per Sobra. Lunghe passeggiate sotto il sole e gradevolissime calette di ciottoli con acqua limpida e cani da guardia gratis. Consigliate per chi desideri polpacci da calciatore o un invidiabile lato B, a seconda delle preferenze. Attenzione alle vecchiette che vendono grappa, è fuoco! Ma vi daranno gratis forchette se ne avete bisogno e le mandorle sono ottime.
Babino Polje (Isola di Mljet) - Dubrovnik via traghetto delle 6 del mattino (“You have no choice!“) per vistare la bella città, con le mura e i vicoli, gli artisti di strada bravi e quelli pessimi, i picchieri per la gioia delle fanciulle, negozietti tipici e ottimi ristorantini al porto.
Dubrovnik – Split in € 25 a testa di corriera, per infinite provinciali… ma come stanno in Croazia in quanto a trasporti pubblici? Male eh? Colpa nostra per non essere andati in automobile. Non fatelo.
Split – Trogir per un’intera giornata di completo relax al mare, dal risveglio al sonno. Finalmente! Armatevi di chiodi pesanti per picchettare le tende nel terreno della zona economica nel campeggio di Trogir: ci sono più sassi sbriciolati che in una cava di marmo.
Trogir – Split – Plitvicka Jezera in altre agonie di bus. Il gentilissimo vecchietto dell’ostello ci viene a prendere per portare le valigie e due di noi, il resto a piedi. Cena con supplemento e un’infinità di cipolle, ma cosa mangiano questi croati? La carne è buona, ma se la grappa di Babino Polje era fuoco, questa è direttamente Fiendfyre! Colazione a base di burro e marmellata in panetti da albergo (“It’s typical!”)
Il Parco dei Laghi di Plitvice, d’altronde, vale il viaggio. Cascatelle, lagune verdi e blu, precipizi, paesaggi idilliaci, farfalle smeraldine e libellule di zaffiro, placide carpe e passerelle di legno sulle paludi. Il trenino affollato come una metropolitana al mattino e le chiatte che attraversano il lago ogni mezz’ora. Da non perdere assolutamente.
Plitvicka Jezera – Karlovac – Rijeka. La corriera non passa (“Sì… a volte i bus passano… voi andate alla fermata là… altrimenti non saprei…”) e si palesa un angelo custode, sotto forma di tassista improvvisato per turisti. Vi salvo la vita per € 10, va bene? Aspetta che ci penso… Sì! L’ostello di Rijeka è carino, giusto per la sosta di una notte. Siamo ancora sconvolti da come la gente della vecchia Fiume parcheggia nella stazione degli autobus.
Rijeka – Pula – Stoja, per l’ultima destinazione. Campeggio grande, meglio organizzato, con lavatrice (!!!) e karaoke serale… grazie Adriano, riposo per le nostre orecchie martoriate, passabile interprete di “Perdere l’Amore”! Fossero tutti come te.
Pula – Medulin – Premantura e ritorno, il penultimo e l’ultimo giorno, con serata a Pula. Consiglio Premantura per gli amanti delle spiagge di scogli, con i suoi bei lastroni di pietra digradanti sul mare. Attenzione ai ricci se andate senza protezioni ai piedi. Entrambe le località dispongono di una grande pineta, ottima per stare all’ombra, a Medulin l’acqua è un po’ più sporca ma il posto è grandemente meno affollato e la pineta arriva fino al mare.
A Pula sono monumenti romani, tra cui l’anfiteatro e un arco trionfale, bei negozietti lungo la passeggiata e bande nella piazza con il tempietto greco-romano. Al ristorante Vodnjanka, all’incrocio tra la Radiceva e la Vitezica, il maitre vi porterà pesci con l’occhio ancora vispo e alla domanda “Com’è la bistecca?” vi risponderà “Così!” e mostrerà una pubblicazione tecnica sull’allevamento del bue istriano. Non andate tardi.
Pula – Venezia – Milano – Lecco, in € 70 di traghetto (poco meno di 3h di continui discorsi pubblicitari in croato, russo, inglese, tedesco…) e € 16 di regionali. La Serenissima ci riaccoglie in patria a braccia aperte (€ 3 di cappuccino non furono mai meglio spesi) e non facciamo in tempo a fare 100 metri che già compaiono le prime copie di Libero. Ma Venezia, anche così, anche en passant con gli zaini in spalla, è troppo bella per essere vera. Non rimpiangevamo invece la puzza dei regionali e di Milano Centrale, ma è bello lo stesso essere a casa!
Lessons learned:
Finalmente un aggiornamento di questo blog. Sono più o meno secoli!
Prima cosa, ho abbandonato il mio precedente lavoro a causa di condizioni, per così dire… subottimali, in favore di un’azienda molto più grande e, soprattutto, di un appetibile contratto a tempo indeterminato. Che nella praticità dell’immediato, si traduce in due pensieri: “Oddio, dovrò vestirmi elegante?” e “Ora cerco una casa!”.
Focalizziamoci sulla seconda. Sono andato a fare un giro su cambiocasa.it, che tra parentesi consiglio come un ottimo portale di informazione su immobili di qualsiasi tipo. Molti lo conosceranno come il giornalino distribuito gratuitamente per le strade, almeno a Lecco. Dicevo, navigando sul sito mi si è presentata la possibilità di lasciare i miei dati per ricevere una newsletter; ho pensato: “Perché no, fa sempre comodo avere la ricerca pronta a casa propria” e voilà, ho inserito tutti i dati richiesti… compreso il numero di cellulare, obbligatorio. L’avessi mai fatto!
Oggi, vale a dire il giorno dopo, mi ritrovo sottoposto ad un continuo bombardamento di telefonate da parte di gentilissimi agenti immobiliari, i quali non chiedono di meglio che vendermi uno o più appartamenti corrispondenti alle mie esigenze. Mi sento più o meno come un naufrago in mezzo ad un cerchio di squali. Forse mi son mosso troppo presto? Il lavoro nuovo non l’ho ancora cominciato… e c’è sempre l’incognita del periodo di prova. Passato quello, tutto liscio.
La casa nuova mi darà modo (tempo, denaro e soprattutto dolce metà permettendo) di sperimentare un paio di cosette eterogenee, che mi stanno molto a cuore: un impianto home theater tutto incluso gestito da un solo computer e l’arredamento creativo ma poco costoso. E soprattutto, la vera vita di coppia. Ho un po’ di paura, ma non vedo l’ora!