Libri consigliati: Letteratura straniera Aggiungi un commento

12 agosto 2008, 23:01

Ci sono libri che chiunque dovrebbe leggere, prima o poi. Ecco due di quelli che più mi hanno colpito.

  • Il Silmarillion, di J. R. R. Tolkien (The Silmarillion, 1977)Anni fa, espressi il desiderio di leggere un’opera molto famosa: Il Signore degli Anelli, che non ha certo bisogno di altre povere parole da parte mia. Mia sorella, dopo una puntata alla locale biblioteca, tornò con tre libri in mano, di grandezza decrescente: il più piccolo era Lo Hobbit, che lei mi informò essere il necessario predecessore del Signore degli Anelli (LotR, d’ora in poi, per brevità), il più voluminoso era il libro richiesto da me, quello di mezzo un libro in hardcover, dall’affascinante titolo di “Silmarillion“.

    Imparai subito che gli strani e bellissimi simboli sulla copertina rappresentavano “Gli stemmi di Fingolfin, Finarfin, Feanor” e altri di cui non ricordo il nome (l’ho comprato, qualche tempo più tardi, in un’edizione diversa da quella posseduta nella mia biblioteca). Già dalla prima riga seppi che avrei amato quel libro:

    “Esisteva Eru, l’Uno, che in Arda è detto Ilùvatar. Egli creò per primi gli Ainu, i Santi, rampolli del suo pensiero…”

    Parole che suonavano come musica e poesia alle mie orecchie; un effetto che, probabilmente, non si discostava molto dalle intenzioni dell’autore, per il quale la lingua era più importante della storia. Tutto questo, però, lo imparai dopo, accostandomi sempre più alla produzione di Tolkien (questo era anche il primo libro in assoluto che leggevo del filologo di Oxford).

    Anche se dovetti rileggerlo tre o quattro volte per capirlo a fondo (e mi servirono le cartine e gli alberi genealogici forniti assieme al libro, nell’edizione della Bompiani), ne valse la pena e ancora oggi, ogni tanto, riprendo in mano il libro e leggo una delle storie di cui si compone il “Quenta Silmarillion” (Storia dei Silmarilli), la parte principale del libro. Non starò a parlare della trama; per chi ne voglia sapere di più, ci sono molti altri sunti migliori del mio e rimanderò all’articolo su Wikipedia. Ciò che mi affascinò di più in questo libro, è sicuramente la lingua usata dall’autore (e ottimamente ripresa dal traduttore italiano). Aulica, elevata, perfetta ed elegante come gli elfi che sono i protagonisti (e i redattori fittizi) della storia stessa, ricordo che mi catturò dalla prima all’ultima pagina, nelle descrizioni come nei dialoghi tra i personaggi. Alcune linee rimasero nella mia memoria e le tradussi in esperienza di vita.

    “Così, come Eru ci ha detto, una bellezza mai prima concepita apparirà in Ea, e ciò che è male sarà bene per il fatto di essere stato. [...] E tuttavia, male resterà. Ben presto Feanor verrà a me.”

    Oltre a questo, la coerenza e l’organicità della storia, la linea di discesa lenta e inesorabile verso le tenebre, fino all’esplosione di luce finale, per poi discendere di nuovo e ancora, in una ripetizione infinita del ciclo cosmico di morte e rinascita, con le ere che continuano; tutto ha prodotto in me la duratura sensazione di essere al cospetto di un inarrivabile capolavoro, che durerà nei secoli e che farò conoscere (e spero apprezzare) ai miei futuri figli e nipoti.

  • Tonio Kroger, di Thomas Mann (Tonio Kroger, 1903)Un libriccino, anche con testo originale a fronte (che non ho potuto apprezzare, perchè non conosco il tedesco), ma il messaggio che porta è grande. La mia idea di artista, e più specificatamente di poeta, deriva quasi interamente da quest’opera, in cui la lingua stessa è musicale e portatrice di un messaggio in sé. Noterete quanto mi piacciano i libri, i romanzi e i racconti in cui la lingua non sia un elemento di secondaria importanza!

    La storia di Tonio Kroger, borghese di nascita, il cui padre era ricco, ma portato per parte di madre (un’eclettica artista del “lontano Sud”, iberica, italiana o sudamericana, la sua origine precisa è volutamente lasciata nell’indefinito) ad essere svagato e sognatore, in mezzo alla rigidità dell’educazione giovanile d’alto livello:

    “Dormir vorrei, ma tu devi danzare…”

    Lo smarrimento del giovane Tonio, di fronte ai suoi coetanei che s’interessano di equitazione e mondanità, mi catturò subito per il modo in cui rifletteva perfettamente lo smarrimento che io ho sempre provato, di fronte a coetanei e amici che s’interessavano solo (o quasi) di trasmissioni televisive, moda, dei cosiddetti “Vip” (che tanto importanti non sono) o “Big” (che non sono poi tanto grandi). Smarrimento che anche per me (come per Tonio) si è attenuato quando ho trovato amici affini al mio modo di pensare e anche “amici umani”, come il nostro artista intendeva il termine, cioè chi non avesse a che fare con l’arte come creatore, ma solo (al massimo) come fruitore.

    “Le opere di valore nascono solo sotto il premere di una vita cattiva, colui che vive non lavora e, per essere veri creatori, bisogna essere morti.”

A presto i prossimi due libri.

(Im)Maturità  2008 Aggiungi un commento

20 giugno 2008, 11:08

Con annate come questa, ho sempre di più la sensazione di essere saltato giù dalla nave appena prima che affondasse. Sto parlando dell’esame di maturità 2008, una catastrofe come poche se ne sono viste (e nessuna per mia diretta memoria).

Come si è saputo nelle poche ore successive alla prima prova, una poesia, “Ripenso il tuo sorriso”, di Montale è stata clamorosamente misinterpretata da alcuni molto sprovveduti redattori, che hanno mostrato più della semplice ignoranza su uno dei più grandi tra i poeti del ’900: chiedevano di commentare questa “effigie della donna” e la sua “figura salvifica”… quando invece la poesia è dedicata ad un uomo! Al ballerino e coreografo Boris Kniaseff, per la precisione. Forse gli “esperti” al ministero dell’Istruzione non hanno voluto ammettere che versi come “dal tuo volto si esprime libera un’anima ingenua” o “il tuo aspetto s’insinua nella memoria grigia” potessero essere dedicati ad altri che a una donna. Omofobia?

Non solo: due giorni dopo, il Ministero ha di nuovo presentato ai suoi maturandi una prova d’inglese piena di errori, tanto che si rumoreggia sia stata presa pari pari da qualche sito parascolastico che parla di maturità e tesine (e sarebbero professori plurilaureati?), aggiungendo orrore all’orrore… infine, dulcis in fundo, anche la prova di greco conteneva errori tali da modificare il significato della versione.

Cosa risulta da tutto questo? Un sistema minato alla base, dove coloro che dovrebbero insegnare (o almeno, alcuni di loro, che gettano discredito su tutta la categoria) sono tanto asini e menefreghisti quanto alcuni dei ragazzi a cui insegnano, con la differenza che questi ultimi non hanno (ancora) nessuna responsabilità. A causa degli errori nelle tracce, generalizzati (poiché la prima prova è comune a tutte le scuole del Paese), quest’anno nessuno verrà bocciato. Chi lo sarà, può fare ricorso al TAR e vincerlo, quasi di sicuro. Saranno contenti del “colpo di fortuna” gli scansafatiche tra alunni e professori: lo dico senza paura di offendere nessuno, perchè tutti sanno che ci sono – e son tanti. I primi, perchè possono ottenere quel diploma per cui poco hanno faticato, i secondi perchè in questo modo, per un altro anno, riescono a mascherare il loro scarso impegno all’insegnamento sotto il velo di una facile promozione.

Sembra di stare nel Paese dei Balocchi (illustrazione di Raffaello Mattiangeli) di Pinocchio, dove i grandi non ci sono (o se ci sono, dirigono un circo… molto appropriato!), dove va tutto bene e non c’è nessuna preoccupazione, finché non ti accorgi che sei diventato un ciuchino. Ma la verità è, importa qualcosa a qualcuno, in questo Paese dove l’unico elemento di supremazia tra i giovani è la moda e l’appartenenza al “gruppo” (o forse è meglio dire al branco) e tra gli adulti, le raccomandazioni e il clientelismo?

Probabilmente no; sarei curioso di sapere se, oltre alle dovute scuse agli studenti, i responsabili dello “Scempio Maturità 2008″ saranno almeno sanzionati.

Buone notizie, orali interminabili ed elezioni Aggiungi un commento

13 maggio 2008, 22:39

Dopo varie peripezie, sono ancora assieme alla mia amata Federica, che ora non sta bene (di salute) e mi verrà a trovare nei prossimi giorni. Sono felice che tu stia meglio oggi, mia cara!

Succede che ho passato l’esame di Matematica Discreta (Complementi). A parte il ritardo di due anni… evviva! Chissà com’è andata a quelli che ho lasciato lì… mah!

Che ho nuovamente installato e disinstallato Windows Vista Business Edition (BSOD Edition, per quanto mi riguarda) sulla mia umilissima postazione fissa, solo per essere gratificato dalle ennesime schermate blu. che mi hanno fatto tornare in tutta fretta al buon vecchio XP (recentemente Service Pack 3). Perfino la partizione su cui ho installato Vista, è stata eliminata e inglobata dalla partizione di XP, tutto questo grazie ad Acronis Disk Director Suite, che consiglio per ogni operazione di questo tipo.

Nonostante questo, prevedo di effettuare un nuovo tentativo, con accorgimenti per la stabilità del sistema operativo prima di installare gli updates (leggi: disabilitare l’overclock). Una volta raggiunta una certa stabilità, seguiranno test per capire se e in quali campi Vista è più veloce di XP, su questo computer.

Queste sono cose che mi riguardano direttamente. Ce ne sono altre, che mi riguardano indirettamente, a cui però vale la pena accennare.

Primo, come tutti sanno, Veltroni ha perso le elezioni. Ora, com’è possibile che milioni di italiani si identifichino nell’uomo che accentra il potere, che spreca risorse di Stato per creare leggi a suo vantaggio, che con le sue “battute di spirito” e la sua galanteria rende l’Italia lo zimbello del mondo (solo per poi dire che “tutti i giornalisti esteri sono di sinistra“) e, ultimo ma non ultimo, definisce “eroe” un mafioso solo per aver taciuto il suo nome e quello dei suoi collaboratori? Solo una parte di questi difetti, lo renderebbe ineleggibile in un paese come l’Inghilterra o l’America, per non parlare del fatto di avere processi e condanne penali in corso (ma questo è comune a molti politici). Mi si dice che non dobbiamo giudicare un uomo dalle azioni non pertinenti al suo compito, ma come ignorare che quando si vota, si vota una persona e non un concetto, sebbene tutti vogliano far credere questo?

Ora pare che si sia calmato, ma… solo il tempo darà i suoi frutti.

Secondo, per l’ennesima volta il Papa ha ficcato il naso nella politica italiana, dicendo che la tale o talaltra legge “è il male” (in questo caso, la Legge 194, ovvero la regolamentazione dell’aborto). Ora, sicuramente il Papa può legiferare nella Città del Vaticano, ma non mi risulta che abbia potere decisionale sullo Stato italiano. Eppure la sua voce ha un immenso peso. Non tanto sui politici (che pure si sentono in dovere di rispondere), ma sul popolino, perché l’opinione del singolo uomo viene diffusa e drammatizzata dai suoi ministri, i sacerdoti, su tutte le parrocchie, con una capillarità sconosciuta alla maggior parte dell’informazione politica. Dove ancora non ci sono televisioni, ci sono chiese, chiesette e preti che ripetono la parola del Papa. E dov’è, in tutto questo, la dignità della donna? Dov’è la dignità di un bambino non voluto, a cui vorrebbe essere negato il diritto a non soffrire, a morire in pace?

Ma si sa, la Chiesa raramente ammette posizioni ragionevoli. La fede è l’esatto contrario della ragione, nonostante quello che dicono i clericali. Basta vedere l’opera dei missionari in Africa, che vietano l’uso dei preservativi perché “sono il male”, ma la gente muore di AIDS e molti dei bambini che nascono, muoiono per denutrizione; ma no, i contraccettivi “sono il male”.

Che dire? Non mi resta che andare a letto, oggi, dopo 8 ore passate ad attendere un orale durato 15 minuti, stanchissimo ma pronto a ricominciare lo studio per i prossimi esami, Analisi (complementi) e Ricerca operativa ormai alle porte. Se qualcuno ha libri (anche da suggerire) e/o appunti… fatevi avanti!