18 giugno 2007, 17:07
Dannato il giorno in cui, girando per blog, ho trovato un’altra delle droghe che infestano la Rete sotto forma di giochino semplicissimo e dall’indiscutibile appeal. Proprio oggi, a 4 giorni da un altro esame e a 12 da quello dopo!
Plasma pong non è il solito clone di Pong, come potrebbe suggerire il nome, con semplici variazioni di colori e luci psichedeliche. La famigerata pallina deve sì toccare la parete alle spalle della “racchetta” avversaria per segnare un punto, ma non è più sufficente colpirla con la nostra per darle una traiettoria. I movimenti della pallina sono pesantemente influenzati, secondo le equazioni di fluidodinamica, dal getto di plasma che le racchette emettono. Inoltre è possibile creare un effetto di risucchio e nel frattempo caricare una potente esplosione che avrà ripercussioni sulla dinamica di tutto il campo di gioco.
Provare per credere! L’azione comincia abbastanza lentamente, ma dopo uno-due minuti di gioco vi troverete a inseguire la palla come matti. Diavolo di un gioco. Per riassumere:
- Psichedelici effetti di colore. A chi non piacciono i funghi?
- E’ Pong!
- Interessante simulazione di fluidodinamica basata sulle equazioni di Navier-Stokes.
- Utilizza OpenGL.
Buon gioco a tutti. Attenzione: dà dipendenza.




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14 maggio 2007, 0:03
Fa caldissimo in questi giorni, troppo caldo fin per i miei gusti. Essendo di origine sarda, dovrei sopportare! Ciò non toglie che l’altro giorno (complice forse la donazione di sangue del giorno precedente, è comunque mezzo litro in meno) io abbia avuto una specie di collasso, da cui mi sto ancora più o meno riprendendo. Sono troppo affaticato.
Oggi però non ci penso nemmeno a star male, perchè sono reduce da un weekend con la mia ragazza. Giorni di gaudio!! Abbiamo girato un centro commerciale al di fuori di Udine, una bel po’ di librerie in città, portato fuori il suo bell’esemplare di bassotto a pelo corto e visitato il Museo delle farfalle.

Domani riprenderò il mio andirivieni di tutti i giorni, anzi no, dopodomani. Domani sfrutto questo potente mezzo che è Internet per eseguire un po’ di telelavoro, che significa letteralmente “lavoro a distanza”. L’ultima volta che ho preso un treno per Milano mi sono ritrovato ad accumulare decine di minuti di ritardo per cause non imputabili a RFI, urlavano gli altoparlanti con la loro voce garbata. Ci tenevano a precisarlo. Il tempo che risparmierò non muovendomi da casa, domani, lo userò per andare dal dottore a indagare le cause del mio malessere di qualche giorno fa. Non è possibile che dal nulla, io mi ritrovi a soffrire il caldo a quel modo.
Per ora, non mi resta che andare a letto ed augurare buonanotte a tutti.
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