Libertà di stampa Aggiungi un commento
7 settembre 2009, 17:26Breaking news, come direbbero negli Stati Uniti.
Oggi, l’Italia è scossa da una sconcertante rivelazione, che ribalta anni di storia, informazione e politica nazionale: il 90% della stampa italiana è in mano ai comunisti. I peggiori timori della Guerra Fredda si sono avverati, i pericolosi sovversivi comunisti hanno preso in mano (e da chissà quanto tempo!) le redini dell’informazione nazionale.
…O perlomeno, questo è ciò che sostiene il premier. Personalmente, sono perplesso. Non ho visto falci e martelli da nessuna parte, né stelle rosse; nel mio ufficio non c’è una foto di Stalin, o di Bertinotti, e nemmeno nell’aula magna dell’ospedale Monzino; nessuno mi obbliga ad iscrivermi al Partito e se lo volessi, potrei scendere in piazza a criticare i comunisti senza pericolo di essere incriminato.
Ma evidentemente il signor Berlusconi non la pensa così, se ritiene di riempire la propria bocca (e le orecchie degli italiani, creduli o meno) con dichiarazioni eclatanti, proprio mentre denuncia il quotidiano Repubblica per aver posto delle domande. A me sembra un’evidente contraddizione; gli altri la vedano come vogliono. (Qui le domande originarie, per chi volesse capire se davvero sono “retoriche e diffamatorie”).
Domandare è sempre lecito; rispondere, nel caso di un personaggio pubblico dalle responsabilità del Presidente del Consiglio, non è semplicemente cortesia, ma doveroso. E oltre a questo, la libertà d’informazione e di ricerca dei fatti (non “insulti e calunnie”, come dicono i tirapiedi del Presidente, ma fatti documentati) è inalienabile in uno Stato veramente democratico. Se verrà l’ora buia in cui la stampa d’opposizione sarà attivamente perseguita, io sarò il primo ad affiggere volantini per le strade.




