Internet Explorer e lo scontento Aggiungi un commento

7 dicembre 2010, 11:43

Ieri ho provato per la prima volta Internet Explorer 9, che apprendo essere arrivato alla Beta 7 (o Platform Preview, come dicono loro) e con un rilascio previsto nel 2011. Bene, dico. Con il successo di Windows 7, ci sono le potenzialità perchè anche l’evoluzione di un browser del tutto insufficiente come IE8 sia finalmente qualcosa di buono.

…No, nient’affatto.

Il browser nr. 1 per scaricare un browser migliore.

La nuova release di casa Microsoft soffre di moltissimi dei problemi dell’attuale incarnazione. Il software su cui lavoro ha come target primario, per ragioni aziendali, naturalmente, proprio il nostro beneamato browser; inoltre, ripiego su Firefox per test di compatibilità cross-browser e soprattutto per il debug del codice Javascript e, infine, uso correntemente Chrome per tutto il resto. Per cui, ho modo di confrontare i vari programmi e ho potuto conoscere da vicino molti dei problemi che affliggono Internet Explorer 8.

Alcuni di questi, diciamolo, sono cose di cui l’utente medio non si potrebbe mai accorgere; ma da che mondo è mondo, se molti consultano il Web o utilizzano applicazioni thin-client, significa che qualcuno crea i siti e ha bisogno di buoni strumenti per farlo. Quindi si può capire come avessi sperato di vedere qualche miglioramento all’alba del 2011.

Non dirò delle innovazioni, pure molte: supporto, seppur parziale, a CSS3, accelerazione 3D delle pagine, HTML 5. Tutti i browser di nuova generazione, attualmente in prova, hanno le stesse caratteristiche e le sfruttano meglio. Ecco invece una breve lista dei problemi non risolti in Internet Explorer 9 Beta 7:

  • L’installazione. Firefox, Chrome, qualsiasi altro browser si installa come un normale programma, velocemente, con la possibilità di cambiare idea e annullare in ogni momento e pronto all’uso appena installato. Perchè IE9 non mi dà la possibilità di annullare l’installazione? Perchè ci mette così tanto? E perchè sono costretto a riavviare il pc dopo averlo installato?
  • La nuova interfaccia è un tentativo mal riuscito di imitare Chrome (e Firefox 4, ora in beta). Ma siccome si tenta di essere “originali”, hanno messo la barra degli indirizzi sulla stessa riga delle tab. Risultato? C’è spazio insufficiente per l’una e per l’altra. L’indirizzo di questo blog non ci sta per intero.
  • L’apertura del browser stesso e di nuove tab è sicuramente più veloce di IE8, ma nemmeno lontanamente ai livelli di Chrome. Se il browser è “integrato” con i componenti Windows, allora perché è così lento?
  • Minuzie che contano, come Apple insegna (e anche Windows 7). Il pulsante di chiusura delle tab che non compare se la tab non è focalizzata. Funzionalità incoerenti nel debugger. Integrazione con la Superbar scomoda e poco gestibile.
  • Bug Javascript e HTML, come l’errata interpretazione dell’attributo className e il comportamento fuori standard di innerHTML, non solo non sono stati risolti, ma pare che nemmeno siano stati presi in considerazione. In generale, il rispetto per gli standard W3C è tuttora fuori dalla finestra.
  • E, ultimo ma non ultimo, il debugger. Era osceno prima e tale è rimasto. Gestire il codice di un sito con molti div innestati è simile a spingere il masso di Tantalo. Modificare il codice CSS on the fly porta a comportamenti imprevedibili. Per avviare il debug Javascript bisogna ricaricare la pagina e soffrire un grave peggioramento delle prestazioni fino al riavvio del browser.

Ora, la Microsoft è una grande azienda. Grande da 62 miliardi di dollari di fatturato e 89.000 dipendenti. Com’è possibile che il loro browser faccia così pena da essere inutilizzabile? Nessuno si rende conto di quanto sia indietro rispetto alla concorrenza? Un’altra occasione sprecata per Microsoft, l’ennesima.

Invito chi voglia provare di persona a visitare Beauty Of The Web. Un sito pensato per fare da showcase alle potenzialità di Internet Explorer 9 e infarcito della peggiore propaganda politica. Confrontate le prestazioni del browser “d’elezione” con Chrome 8.x (l’attuale) o con Firefox 4 beta. Come si spiegano i risultati?

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Dedica Aggiungi un commento

16 novembre 2010, 19:55

Alla ragazza a cui voglio tanto bene e a cui tengo più di tutto quanto. Spero che tu possa riprenderti presto e tornare a stare meglio.

Ti do un abbraccio forte!

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Il problema di giacca e cravatta Aggiungi un commento

13 novembre 2010, 1:31

Più d’una volta, nella mia diversamente ampia esperienza di lavoro come consulente informatico, mi sono imbattuto nel paradosso costituito dalla voglia, obbligo, ansia di farmi infilare un completo, una camicia e una cravatta (e possibilmente scarpe adeguate e calzini intonati) e apparire almeno il 1999,99% più adatto alla posizione.

Power suit, power tie, power steer.

Perchè accade questo?

Me lo chiedo ogni volta. Puntualmente, ad ogni primo colloquio con il cliente (questa figura che incute più timore di un’Idra velenosa), il commerciale di turno mostra una vera e propria ossessione per far indossare la giacca alla risorsa proposta. Notare l’enfasi sul termine risorsa. Risorse, non uomini; macchine, non intelligenze. La giacca, o la mancanza di essa, mi ha guadagnato di volta in volta occhiate sospettose o rispetto sia per la sua assenza che la sua presenza. In un colloquio a 4, quasi privo di domande tecniche, si è classificato come prima scelta il candidato dotato di abito completo, poi il sottoscritto dotato della sola giacca, infine gli altri due candidati privi di giacca. Coincidenza? Troppo sospettoso.

Ricordo un episodio raccapricciante, sul treno. Era il giorno di un colloquio e, cedendo alle richieste del commerciale, avevo indossato un completo. Sul treno del ritorno, mi accorgo con orrore di aver dimenticato l’abbonamento del mese negli altri pantaloni. Puntualmente, arriva il controllore; se non avessi rivolto un pensiero al biglietto, non sarebbe arrivato, ma a quanto pare i controllori hanno sviluppato una sorta di telepatia per i pensieri riguardanti il biglietto… o un olfatto molto fino per la paura. Gli dico la verità, ovvero che ho dimenticato il biglietto. Mi aspetto qualche protesta e la futura necessità di impugnare il verbale e andare a comprovare di persona l’effettiva presenza dell’abbonamento… ma ho una giacca. Il buon controllore mi crede sulla parola e procede.

Ora, se io avessi avuto i miei soliti jeans a vita bassa e maglie stravaganti, mi avrebbe creduto così prontamente? E se io fossi stato un ragazzo di colore (senza giacca)? Come posso fare a meno di chiedermelo?

Diciamo la verità, la giacca, come tutti gli abiti, più o meno in tutte le civiltà, è una questione di comunicazione. Posso accettare che un buon abito sia un requisito quasi fondamentale per banchieri, assicuratori, politici (con riserve…), alti funzionari. Maggiormente per customer care, commerciali, receptionist e camerieri. E’ buona comunicazione, fa parte delle abilità richieste alla figura professionale. Ha un senso.

Ma che obblighino me, programmatore, analista o quant’altro, a cui è richiesta logica, capacità di risolvere problemi e altre abilità del genere, a infilarmi in un abito… non ha senso. Non ha senso alcuno. La stessa intelligenza, poca o tanta che sia, che permette di svolgere il mio lavoro, si ribella di fronte ad una richiesta così palesemente stupida. E diffusa, pure! Io devo impressionare i miei interlocutori con le mie abilità logico-scientifiche. Non con la comunicazione o la bella apparenza. Cosa c’entra una giacca? Indossare o meno un abito non mi rende un programmatore migliore, non aggiunge nulla al codice o ai documenti.

Quando avrà un’utilità, indosserò una giacca. Ma voglio un mondo dove non mi sia richiesto di infilare giacche ad ogni svolta d’angolo, senza un solo motivo logico.

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