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	<title>Vermilion Sands</title>
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	<description>Il blog in salsa informatica di Alessandro a.k.a. Silma</description>
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		<title>Croazia &#8211; Istruzioni per l&#8217;uso</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 13:18:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Esperimenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Vacanza in Croazia di 10 giorni, 11 notti per la precisione, partenza il 9 agosto, ritorno il 20. (Altissima stagione? Che, sei matto? Probabilmente sì!) Malpensa &#8211; Dubrovnik, € 120 di aereo e dannazione a noi per aver prenotato, ehm&#8230; una settimana prima? Non di più. Dubrovnik &#8211; Babino Polje (Isola di Mljet) via traghetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vacanza in Croazia di 10 giorni, 11 notti per la precisione, partenza il 9 agosto, ritorno il 20. (Altissima stagione? Che, sei matto? Probabilmente sì!)</p>
<p><strong>Malpensa &#8211; Dubrovnik</strong>, € 120 di aereo e dannazione a noi per aver prenotato, ehm&#8230; una settimana prima? Non di più.</p>
<p><strong>Dubrovnik &#8211; Babino Polje (Isola di Mljet)</strong> via traghetto per Sobra. Lunghe passeggiate sotto il sole e gradevolissime calette di ciottoli con acqua limpida e cani da guardia gratis. Consigliate per chi desideri polpacci da calciatore o un invidiabile lato B, a seconda delle preferenze. Attenzione alle vecchiette che vendono grappa, è fuoco! Ma vi daranno gratis forchette se ne avete bisogno e le mandorle sono ottime.</p>
<p><strong>Babino Polje (Isola di Mljet) - Dubrovnik</strong> via traghetto delle 6 del mattino (&#8220;<em>You have no choice!</em>&#8220;) per vistare la bella città, con le mura e i vicoli, gli <a title="Street artists in Dubrovnik" href="http://youtu.be/1TmXTiQyKC4">artisti di strada bravi</a> e quelli pessimi, i picchieri per la gioia delle fanciulle, negozietti tipici e ottimi ristorantini al porto.</p>
<p><a href="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2010/08/IMG_9878.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-512" title="Veduta del porto di Dubrovnik" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2010/08/IMG_9878-1024x768.jpg" alt="Veduta del porto di Dubrovnik" width="614" height="461" /></a></p>
<p><strong>Dubrovnik &#8211; Split</strong> in € 25 a testa di corriera, per infinite provinciali&#8230; ma come stanno in Croazia in quanto a trasporti pubblici? Male eh? Colpa nostra per non essere andati in automobile. Non fatelo.</p>
<p><strong>Split &#8211; Trogir</strong> per un&#8217;intera giornata di completo relax al mare, dal risveglio al sonno. Finalmente! Armatevi di chiodi pesanti per picchettare le tende nel terreno della zona economica nel campeggio di Trogir: ci sono più sassi sbriciolati che in una cava di marmo.</p>
<p><strong>Trogir &#8211; Split &#8211; Plitvicka Jezera </strong>in altre agonie di bus. Il gentilissimo vecchietto dell&#8217;ostello ci viene a prendere per portare le valigie e due di noi, il resto a piedi. Cena con supplemento e un&#8217;infinità di cipolle, ma cosa mangiano questi croati? La carne è buona, ma se la grappa di Babino Polje era fuoco, questa è direttamente Fiendfyre! Colazione a base di burro e marmellata in panetti da albergo (&#8220;<em>It&#8217;s typical!&#8221;</em>)</p>
<p>Il <strong>Parco dei Laghi di Plitvice</strong>, d&#8217;altronde, vale il viaggio. Cascatelle, lagune verdi e blu, precipizi, paesaggi idilliaci, farfalle smeraldine e libellule di zaffiro, placide carpe e passerelle di legno sulle paludi. Il trenino affollato come una metropolitana al mattino e le chiatte che attraversano il lago ogni mezz&#8217;ora. Da non perdere assolutamente.</p>
<p><a href="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0024.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-513" title="Laghi di Plitvice" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0024-1024x768.jpg" alt="Laghi di Plitvice" width="614" height="461" /></a></p>
<p><strong>Plitvicka Jezera &#8211; Karlovac &#8211; Rijeka</strong>. La corriera non passa (&#8220;Sì&#8230; a volte i bus passano&#8230; voi andate alla fermata là&#8230; altrimenti non saprei&#8230;&#8221;) e si palesa un angelo custode, sotto forma di tassista improvvisato per turisti. Vi salvo la vita per € 10, va bene? Aspetta che ci penso&#8230; Sì! L&#8217;ostello di Rijeka è carino, giusto per la sosta di una notte. Siamo ancora sconvolti da come la gente della vecchia Fiume parcheggia nella stazione degli autobus.</p>
<p><strong>Rijeka &#8211; Pula &#8211; Stoja</strong>, per l&#8217;ultima destinazione. Campeggio grande, meglio organizzato, con lavatrice (!!!) e karaoke serale&#8230; grazie Adriano, riposo per le nostre orecchie martoriate, passabile interprete di &#8220;Perdere l&#8217;Amore&#8221;! Fossero tutti come te.</p>
<p><strong>Pula &#8211; Medulin &#8211; Premantura</strong> e ritorno, il penultimo e l&#8217;ultimo giorno, con serata a Pula. Consiglio Premantura per gli amanti delle spiagge di scogli, con i suoi bei lastroni di pietra digradanti sul mare. Attenzione ai ricci se andate senza protezioni ai piedi. Entrambe le località dispongono di una grande pineta, ottima per stare all&#8217;ombra, a Medulin l&#8217;acqua è un po&#8217; più sporca ma il posto è grandemente meno affollato e la pineta arriva fino al mare.</p>
<p>A Pula sono monumenti romani, tra cui l&#8217;anfiteatro e un arco trionfale, bei negozietti lungo la passeggiata e bande nella piazza con il tempietto greco-romano. Al ristorante Vodnjanka, all&#8217;incrocio tra la Radiceva e la Vitezica, il <em>maitre</em> vi porterà pesci con l&#8217;occhio ancora vispo e alla domanda &#8220;Com&#8217;è la bistecca?&#8221; vi risponderà &#8220;Così!&#8221; e mostrerà una pubblicazione tecnica sull&#8217;allevamento del bue istriano. Non andate tardi.</p>
<p><strong>Pula &#8211; Venezia &#8211; Milano &#8211; Lecco</strong>, in € 70 di traghetto (poco meno di 3h di continui discorsi pubblicitari in croato, russo, inglese, tedesco&#8230;) e € 16 di regionali. La Serenissima ci riaccoglie in patria a braccia aperte (€ 3 di cappuccino non furono mai meglio spesi) e non facciamo in tempo a fare 100 metri che già compaiono le prime copie di Libero. Ma Venezia, anche così, anche <em>en passant</em> con gli zaini in spalla, è troppo bella per essere vera. Non rimpiangevamo invece la puzza dei regionali e di Milano Centrale, ma è bello lo stesso essere a casa!</p>
<p><em>Lessons learned:</em></p>
<ul>
<li>In Croazia, la densità è una persona per 10 Kmq. I croati hanno affinato l&#8217;ubiquità. A Mljet c&#8217;era una sola persona che assumeva di volta in volta il ruolo di barista, una vecchietta, <em>receptionist</em>, campeggiatori tedeschi e Ciro (l&#8217;eroe/dittatore nazionale).</li>
<li>Sanno benissimo l&#8217;inglese, ma in realtà sono tutti italiani, di Pordenone per la precisione (o spagnoli di Amsterdam).</li>
<li>Le tende saltano da sole sugli autobus e si montano facilmente anche senza paletteria, pur non essendo automontanti.</li>
<li>Chuck Norris, a differenza che nel resto del mondo, qui porta sfortuna. Totemizzare una bottiglia di grappa, ancora di più.</li>
<li><em>You have no choice</em>. 120kn please.</li>
</ul>
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		<title>Starcraft II &#8211; Arrivato!</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 16:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Starcraft 2]]></category>

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		<description><![CDATA[Hell, it&#8217;s about time&#8230; we stopped overusing catchphrases. (Ovvero: Diavolo, è ora&#8230; di smettere l&#8217;abuso di frasi celebri!) Lasciamo che siano le immagini a parlare da sole, stavolta. Finalmente è arrivato anche da me, due giorni dopo il lancio mondiale. Bellissima scatola, bellissimo gioco e anche se la Collector&#8217;s non mi attirava più di tanto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Hell, it&#8217;s about time&#8230; </strong><em>we stopped overusing catchphrases</em>. (Ovvero: Diavolo, è ora&#8230; di smettere l&#8217;abuso di frasi celebri!)</p>
<p>Lasciamo che siano le immagini a parlare da sole, stavolta.</p>
<p><a href="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2010/07/IMG_9693.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-491" title="Starcraft II Box frontale" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2010/07/IMG_9693-1024x1024.jpg" alt="" width="574" height="574" /></a><br />
<a href="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2010/07/IMG_9695.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2010/07/IMG_9695.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-492" title="Starcraft II Box semiaperto" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2010/07/IMG_9695-1024x916.jpg" alt="" width="574" height="513" /></a><br />
<a href="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2010/07/IMG_9699.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2010/07/IMG_9699.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-493" title="Starcraft II Box aperto" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2010/07/IMG_9699-1024x768.jpg" alt="" width="574" height="430" /></a></p>
<p>Finalmente è arrivato anche da me, due giorni dopo il lancio mondiale. Bellissima scatola, bellissimo gioco e anche se la Collector&#8217;s non mi attirava più di tanto, ho una mezza idea di prendere il solo <a title="Starcraft II Artbook" href="http://procrastinationamplification.com/wp-content/uploads/2010/04/starcraft2ceapril600001.jpg"><strong>artbook</strong></a> per puro godimento artistico.</p>
<p>Ci si vede su Battle.net. Per chi volesse fare un match, <strong>Silma.823</strong>, Diamond league <img title="Platinum badge" src="http://eu.battle.net/sc2/static/images/icons/league/diamond-medium.png" alt="" width="24" height="27" /> (<em>bragging rights</em>!)&#8230; quando non sono impegnato con la campagna o a farmi aprire in due negli 1 contro 1&#8230;</p>
<p>Buon divertimento e <strong><span style="color: #ff0000;">G</span><span style="color: #0000ff;">G</span></strong>!</p>
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		<title>Asus EEE Box 1501 come HTPC</title>
		<link>http://www.vermilionsands.org/2010/07/asus-eee-box-1501-come-htpc/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 08:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[HTPC]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Asus EEE Box 1501 si qualifica come un ottimo HTPC per consumi contenuti, silenziosità, basso impatto visivo e riproduzione HD.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avere un <strong>Home Theater PC</strong>. L&#8217;idea è affascinante. &#8220;Per poco non morivo senza averla mai avuta&#8230;&#8221; &#8211; ma sto divagando.</p>
<p>E&#8217; uno dei miei chiodi fissi, di quelli a cui penso per un paio d&#8217;anni senza troppa convinzione, finché non arriva il momento propizio che mi spinge, finalmente, ad un acquisto ponderato al millimetro. Così, ogni tanto, do una controllata a quello che offre il mercato, tramite i canali abituali: CNet, HWUpgrade, Technozoom&#8230; Divertente, anche perchè costruire un buon PC da salotto presenta più di una problematica.</p>
<p>Innanzitutto dovrà essere <strong>silenzioso e parco nei consumi</strong>, nessuno vuole un reattore in salotto, soprattutto mentre si guarda un film o (Dio liberi!) si ascolta la propria colonna sonora preferita, né si deve essere costretti a stare attenti a cos&#8217;altro si accende oltre al Pc. Dovrà essere <strong>esteticamente gradevole</strong> o sparire del tutto, perchè uno scatolotto scialbo non fa certo bella figura. Molti case per HTPC assomigliano a lettori DVD, belli, chi lo nega, ma chi ha voglia di spendere 150€ per il solo case? Infine, ma non certo per importanza, dovrà poter <strong>riprodurre contenuti in alta definizione</strong> e, preferibilmente, audio 5.1. Oltre a, che so, poter mantenere aperti un browser, un programma di videoscrittura, un lettore multimediale e un programma di posta senza esplodere (!!).</p>
<p>Tenendo presente le richieste, credo che un ottimo candidato sia l&#8217;<strong><a title="Asus EEE Box 1501 - Scheda dettagli" href="http://www.asus.it/product.aspx?P_ID=JEaDVvtKZ9hHhda2">Asus EEE Box 1501</a></strong>. La linea EEE Box è la controparte desktop dei famosi nettop EEE Pc; il modello 1501 si presta ad essere la macchina centrale per l&#8217;intrattenimento domestico per una serie di ragioni:</p>
<ul>
<li><strong>Molto silenzioso</strong>: 26 Db sono meno del rumore ambiente della maggior parte delle case, di giorno e di notte.</li>
<li><strong>Bassi consumi</strong>: ~20W all&#8217;ora di picco, ~12W in idle.</li>
<li><strong>Compatto</strong>: solo 20 cm di lunghezza, inoltre può essere appeso al retro della maggior parte delle TV LCD, sparendo del tutto alla vista!</li>
<li><strong>HD</strong>: Chipset nVidia ION per la riproduzione di contenuti a 1080p e audio 5.1. Uscite HDMI e S-PDIF</li>
<li><strong>Everyday use</strong>: Processore Intel Atom N330 dual-core, 2 GB RAM (potenziabile a 4 GB) e Hard Disk da 250 GB. Più che sufficiente per Internet, posta elettronica, Office e giochi datati o senza particolari richieste prestazionali. Non ci girerà Crysis, ma ci gira <a title="Braid - Un capolavoro" href="http://www.vermilionsands.org/tag/braid/">Braid</a>.</li>
</ul>
<p><img class="alignleft" title="EEE Box 1501 - Visione frontale" src="http://www.asus.it/websites/global/products/JEaDVvtKZ9hHhda2/P_500.jpg" alt="" width="500" height="500" /><img class="alignleft" title="EEE Box 1501 - Visione laterale con DVD" src="http://www.asus.it/websites/Global/products/JEaDVvtKZ9hHhda2/TC6Wg35ctpx05lTi_500.jpg" alt="" width="500" height="500" /></p>
<p>Inoltre connettività Gigabit LAN, Wireless b/g/n, e-SATA, card reader, telecomando&#8230; tutto quello di cui si ha bisogno, insomma. E si può montare sul retro di un televisore piatto, sparendo così alla vista! Aggiungendo un disco esterno per massimizzare lo storage e (naturalmente) una connessione a Internet, Wi-Fi o cablata, diventa un centro multimediale completo ed efficiente. Aggiungendo un qualsiasi tuner USB, si ottiene la possibilità di acquisire video da TV (anche digitale terrestre). Vediamo in breve quanto verrebbe a costare il tutto, con l&#8217;aggiunta di telecomando, disco fisso da 1 TB e TV tuner:</p>
<ul>
<li>Asus EEE Box 1501: <span style="color: #800000;"><strong>365€</strong></span></li>
<li>HDD esterno da 1,5 TB: <span style="color: #800000;"><strong>~85€</strong></span> a seconda del marchio</li>
<li>Hauppage PCTV: <span style="color: #800000;"><strong>~50€</strong></span></li>
<li><strong>Totale</strong>: <span style="color: #339966;"><strong>~500€</strong></span> per avere tutto!</li>
</ul>
<p>I contro? Dispone solo di lettore e masterizzatore DVD, quindi niente Blu-ray a meno di acquistare un lettore esterno&#8230; stesso discorso per la Pay-TV e il satellitare a pagamento, anche se per questo esistono ricevitori USB. Esauriti i contro.</p>
<p>Anche se molto probabilmente, ora di avere un appartamento tutto mio da sfruttare, l&#8217;EEE Box 1501 sarà superato, la direzione è questa. <strong>L&#8217;integrazione di processori a bassissimo consumo con chipset per l&#8217;alta definizione</strong>, in dispositivi compatti, rappresenta un ottimo modo per avere il &#8220;tutto in uno&#8221; che funziona.</p>
<p>Recensioni: <a title="EEE Box 1501 Recensione" href="http://www.eeepc.it/eee-box-eb1501-atom-330-ion-e-windows-7/">su EEEPC.it</a>, su <a title="ASUS EeeBox PC EB1501 Review" href="http://www.pcworld.com/reviews/product/345994/review/eeebox_1501.html">PcWorld.com</a> (in inglese)</p>
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		<item>
		<title>Caffè&#8230; corretto</title>
		<link>http://www.vermilionsands.org/2010/04/caffe-corretto/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 09:37:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Web & Internet]]></category>
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		<category><![CDATA[Spring]]></category>
		<category><![CDATA[Struts]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Ok, il gioco di parole nel titolo sta diventando vecchio. Prometto che è l&#8217;ultima volta. Follow-up alla discussione di ieri: ho trovato quest&#8217;ottima serie di slide su alcune buone pratiche nello sviluppo di web applications con Struts. Si riferisce a Struts 1.x per la verità, ma alcune cose non sono cambiate così tanto. Punti salienti: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, il gioco di parole nel titolo sta diventando vecchio. Prometto che è l&#8217;ultima volta.</p>
<p>Follow-up alla <a href="http://www.vermilionsands.org/2010/04/caffe-java-macchiato/">discussione di ieri</a>: ho trovato quest&#8217;ottima serie di slide su alcune buone pratiche nello sviluppo di <em>web applications</em> con Struts. Si riferisce a Struts 1.x per la verità, ma alcune cose non sono cambiate <em>così</em> tanto.</p>
<p>Punti salienti:</p>
<blockquote>
<div id="_mcePaste">Remove business logic to a business facade that the actions can call.</div>
</blockquote>
<blockquote>
<div>
<div>Actions are a necessary evil. Every line of code in an Action is guilty until proven innocent.</div>
</div>
</blockquote>
<div>E soprattutto:</div>
<blockquote>
<div>
<div><strong>Do not</strong> embed business logic in action classes. <em>[Repetita juvant!]</em></div>
</div>
</blockquote>
<blockquote>
<div>Avoid exposing Domain Models.</div>
</blockquote>
<blockquote>
<div>Behind your facade, consider using a data access package. <em>[i.e. Hibernate]</em></div>
</blockquote>
<p>In parole povere, sono portato a considerare che la soluzione più corretta sia la numero 1. Corretta fino a prova contraria, naturalmente.</p>
<p>Fonte: <a title="Struts Best Practices" href="http://opensource.atlassian.com/confluence/oss/download/attachments/4942/best-practices.pdf?version=2">Struts Best Practices (Struts University Series)</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Caffè Java macchiato</title>
		<link>http://www.vermilionsands.org/2010/04/caffe-java-macchiato/</link>
		<comments>http://www.vermilionsands.org/2010/04/caffe-java-macchiato/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 14:48:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Web & Internet]]></category>
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		<category><![CDATA[Spring]]></category>
		<category><![CDATA[Struts]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Premetto che usare dei pattern &#8220;preconfezionati&#8221; senza bene capire ciò che sto facendo, non è quello che voglio. Sto lavorando ad un progetto Java, una web application che mi ha permesso di inoltrarmi nel favoloso mondo del pattern MVC, di Spring, Struts, Hibernate e quant&#8217;altro. Oltre a numerosi mal di testa e problemi nel chiedersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premetto che usare dei pattern &#8220;preconfezionati&#8221; senza bene capire ciò che sto facendo, non è quello che voglio.</p>
<p>Sto lavorando ad un progetto Java, una web application che mi ha permesso di inoltrarmi nel favoloso mondo del pattern MVC, di Spring, Struts, Hibernate e quant&#8217;altro. Oltre a numerosi mal di testa e problemi nel chiedersi &#8220;Cos&#8217;è meglio? Quale dei 300 approcci diversi alla soluzione di un problema funziona meglio, è più manutenibile, eccetera?&#8221;</p>
<p>Prendiamo ad esempio l&#8217;implementazione della parte &#8220;Model&#8221; nel pattern MVC. Dell&#8217;accesso al database se ne occupa il layer di persistenza, è vero, con i suoi puliti DAO che non fanno altro che implementare funzionalità CRUD e quanti tipi di find() siano necessari per entità. Ma chi chiama i DAO e da dove? E dove può risiedere la business logic?</p>
<p>Due dei pattern che ho provato ad implementare sono questi:</p>
<ol>
<li>
<pre>Action (Struts) -&gt; Model (Spring, w/ business logic) -&gt; DAO (Spring + Hibernate)</pre>
<p>dove le frecce indicano &#8220;Chiama&#8221;. Questo pattern mi sembra <strong>chiaro e lineare</strong>, soprattutto molto lineare, in quanto non si mescolano i punti di accesso ai vari <em>layer</em> dell&#8217;applicazione. Ma <strong>soffre di duplicazione di codice</strong>, con nomi di metodi ripetuti lungo i vari strati e solo l&#8217;ultimo veramente significativo. Certo, questo potrebbe non essere un problema.</p>
<p>Poniamo l&#8217;esempio di una serie di save(), che ha come scopo ultimo tradurre dei campi in una <em>form</em> nella riga di una tabella. Il save() della <em>action</em> potrebbe passare come parametro il dato preso da una <em>form</em> sulla pagina. Il save() del modello (che a questo punto, potrebbe anche essere chiamato &#8220;servizio&#8221; visto che non è <em>solo</em> un modello) potrebbe popolare condizionalmente i campi dell&#8217;oggetto in questione. Infine, il save() del DAO andrà ad effettuare l&#8217;operazione di persistenza sull&#8217;oggetto creato.</li>
<li>
<pre>Action (Struts) -&gt; Service (Spring, w/ business logic) -&gt; Model (Spring)
|
+--&gt; DAO (Spring + Hibernate)</pre>
<p><strong>Un po&#8217; meno lineare e più convoluto</strong>, anche se non difficile da capire. Il modello, in questo caso, assomiglia pericolosamente ad un DTO che ritengo poco utile in questo caso, essendo destinato a rimanere nello stesso <em>layer</em> e nello stesso contesto dell&#8217;intera applicazione. Quando implementato, il Model risiede in sessione.</p>
<p>Ha il vantaggio di <strong>separare molto chiaramente </strong><em><strong>business logic</strong></em><strong> e dati</strong>, ma è davvero necessario quando l&#8217;uso di un ORM come Hibernate costringe già l&#8217;utente a scrivere delle Entity di puri dati? L&#8217;archetipo del modello dovrebbe essere una Entity; tutto il resto è duplicazione o aggregazione.</li>
<li>
<pre>Action (Struts) -&gt; Service + Model (Spring, w/business logic)
|
+--&gt; DAO (Spring + Hibernate)</pre>
<p>basato su alcune invarianti:</p>
<ul>
<li>La Action deve rimanere priva di logica di business.</li>
<li>Il Model <em>non</em> chiama il DAO.</li>
<li>La Action implementa l&#8217;interfaccia ModelDriven.</li>
</ul>
<p>In questo modo, una Action può o meno richiamare un Model (e contestualmente, implementare ModelDriven per ragioni di validazione e facilità d&#8217;accesso) per dati che richiedono qualche tipo di elaborazione. A sua volta, il Model potrà o meno risiedere in sessione per questioni di <em>performance</em>. <strong>Si evitano catene di metodi con lo stesso nome</strong> ed in ogni caso, è la Action che si preoccupa di richiedere operazioni di persistenza al DAO.</p>
<p>Il che è un problema in sé: si ottiene l&#8217;effetto di doversi <em>ricordare</em> di chiamare il DAO ogni volta. Dover chiamare metodi nella giusta sequenza non è praticamente mai un indice di buona programmazione.</li>
</ol>
<p>Mi sto documentando per essere meglio illuminato sui pro e i contro di ognuno di questi approcci. Al momento, il primo mi pare il più flessibile e semplice, perchè permette di implementare funzioni comuni senza fatica (ad esempio, misurare il tempo di esecuzione di alcune operazioni su database senza esporre l&#8217;interfaccia ovunque o usare classi statiche). Di certo c&#8217;è solo che <strong>il mondo Java J2EE è vasto e complesso</strong> e passerà molto tempo prima che io possa comprenderlo appieno. <em>Se</em> mai succederà!</p>
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		<title>In cerca di casa</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 12:46:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Casa]]></category>
		<category><![CDATA[Esperimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente un aggiornamento di questo blog. Sono più o meno secoli! Prima cosa, ho abbandonato il mio precedente lavoro a causa di condizioni, per così dire&#8230; subottimali, in favore di un&#8217;azienda molto più grande e, soprattutto, di un appetibile contratto a tempo indeterminato. Che nella praticità dell&#8217;immediato, si traduce in due pensieri: &#8220;Oddio, dovrò vestirmi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente un aggiornamento di questo blog. Sono più o meno secoli!</p>
<p>Prima cosa, ho abbandonato il mio precedente lavoro a causa di condizioni, per così dire&#8230; <em>subottimali</em>, in favore di un&#8217;azienda molto più grande e, soprattutto, di un appetibile contratto a tempo indeterminato. Che nella praticità dell&#8217;immediato, si traduce in due pensieri: <em>&#8220;Oddio, dovrò vestirmi elegante?&#8221;</em> e <em>&#8220;Ora cerco una casa!&#8221;</em>.</p>
<p>Focalizziamoci sulla seconda. Sono andato a fare un giro su <a title="CambioCasa.it" href="http://www.cambiocasa.it/">cambiocasa.it</a>, che tra parentesi consiglio come un ottimo portale di informazione su immobili di qualsiasi tipo. Molti lo conosceranno come il giornalino distribuito gratuitamente per le strade, almeno a Lecco.  Dicevo, navigando sul sito mi si è presentata la possibilità di lasciare i miei dati per ricevere una newsletter; ho pensato: &#8220;Perché no, fa sempre comodo avere la ricerca pronta a casa propria&#8221; e voilà, ho inserito tutti i dati richiesti&#8230; compreso il numero di cellulare, obbligatorio. <strong>L&#8217;avessi mai fatto! </strong></p>
<p>Oggi, vale a dire il giorno dopo, mi ritrovo sottoposto ad un continuo bombardamento di telefonate da parte di gentilissimi agenti immobiliari, i quali non chiedono di meglio che vendermi uno o più appartamenti corrispondenti alle mie esigenze. Mi sento più o meno come un naufrago in mezzo ad un cerchio di squali. Forse mi son mosso troppo presto? Il lavoro nuovo non l&#8217;ho ancora cominciato&#8230; e c&#8217;è sempre l&#8217;incognita del periodo di prova. Passato quello, tutto liscio.</p>
<p>La casa nuova mi darà modo (tempo, denaro e soprattutto <a title="All mad here Fede!" href="http://www.allmadherefede.com/blog/">dolce metà</a> permettendo) di sperimentare un paio di cosette eterogenee, che mi stanno molto a cuore: un impianto home theater tutto incluso gestito da un solo computer e l&#8217;arredamento creativo ma poco costoso.  E soprattutto, la <em>vera</em> vita di coppia. Ho un po&#8217; di paura, ma<strong> non vedo l&#8217;ora!</strong></p>
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		<title>(null)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 14:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Progettazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono in alcun modo un esperto di basi di dati, ma una tabella che per la grande maggioranza della sua superficie (misurabile in metri quadrati!) si presenta in questo modo, mi sembra quantomeno strana. Ognuna delle colonne è non-null per un numero molto, molto limitato di righe rispetto al totale. La tabella è molto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono in alcun modo un esperto di basi di dati, ma una tabella che per la grande maggioranza della sua <em>superficie</em> (misurabile in metri quadrati!) si presenta in questo modo, mi sembra quantomeno strana.</p>
<p><img class="size-full wp-image-414 alignnone" title="(null)" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/11/null.png" alt="(null)" width="817" height="363" /></p>
<p>Ognuna delle colonne è non-<em>null</em> per un numero molto, molto limitato di righe rispetto al totale. La tabella è molto, molto sparsa. Senza dubbio con i computer di oggi lo spazio non è un problema; ma mi chiedo, non sarebbe stato possibile idearne la struttura in qualche modo migliore, per evitare le migliaia di <code>(null)</code> presenti?</p>
<p>Insomma, ecco cosa succede quando si progetta <strong>pensando alla macchina </strong>e non agli umani che la useranno!</p>
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		<title>Radeon serie 5000: le dimensioni contano</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 08:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[VGA]]></category>

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		<description><![CDATA[Da pochi giorni è uscita la nuova AMD/Ati Radeon HD 5870, modello di punta a singola GPU della neonata Serie 5000. Queste sono le mie prime reazioni al vedere la reference board: &#8220;Che blocco!&#8221; e &#8220;Sembra  il sarcofago di Ra in Stargate&#8221; e infine &#8220;Sembra un&#8217;astronave!&#8221;. Insomma, l&#8217;impressione era qualcosa di molto, molto grosso, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da pochi giorni è uscita la nuova <a title="Ati Radeon HD 5870" href="http://www.amd.com/us/products/desktop/graphics/ati-radeon-hd-5000/hd-5870/Pages/ati-radeon-hd-5870-overview.aspx">AMD/Ati Radeon HD 5870</a>, modello di punta a singola GPU della neonata Serie 5000.</p>
<p><a href="http://www.tomshw.it/graphic.php?guide=20090923&amp;page=radeon-hd-5870-rv870-cypress-ati-amd-directx11-05"><img class="alignnone" title="AMD/Ati Radeon HD 5870 Cypress" src="http://www.tomshw.it/guides/hardware/graphic/20090923/images/Radeon%20HD%205870%20Three%20Quarters.jpg" alt="" width="768" height="585" /></a></p>
<p>Queste sono le mie prime reazioni al vedere la <em>reference board</em>: &#8220;Che blocco!&#8221; e &#8220;Sembra  il sarcofago di Ra in Stargate&#8221; e infine &#8220;Sembra un&#8217;astronave!&#8221;. Insomma, l&#8217;impressione era <strong>qualcosa di <em>molto, molto</em></strong> <strong>grosso, </strong>di sicuro rinforzata dallo scatolotto in cui sono contenuti la ventola a turbina e il dissipatore. Peraltro con un design che personalmente mi piace, essenziale, anche se lascia un po&#8217; perplessi la feritoia corta per l&#8217;espulsione dell&#8217;aria. A quanto pare, <a title="Radeon HR 5870 - Consumi, calore e rumorosità - Tom's Hardware" href="http://www.tomshw.it/graphic.php?guide=20090923&amp;page=radeon-hd-5870-rv870-cypress-ati-amd-directx11-22">la scheda raggiunge i 100 °C a pieno carico</a>. Bollente!</p>
<p>Qualche giorno dopo è stata presentata la 5870 X2, formata, come lascia intendere il nome, da <em>due</em> processori RV800 saldati sullo stesso PCB. Qualche buontempone su Hardware Upgrade ha coniato il nome &#8220;5870 Rocco Edition&#8221;, lascio immaginare il perchè.</p>
<p><a href="http://www.hwupgrade.it/news/skvideo/radeon-hd-5800-x2-prime-immagini-e-prezzo_30233.html"><img class="alignnone" title="AMD/Ati Radeon HD 5870 X2 Hemlock" src="http://www.hwupgrade.it/immagini/hemlock_totale.jpg" alt="" width="271" height="400" /></a></p>
<p><em>Very, very <abbr title="Di cattivo gusto, non certo a poco prezzo!">cheap</abbr></em>. (Immaginatemi mentre aggiusto un monocolo e alzo il sopracciglio).</p>
<p>Insomma, la corsa alla produzione di schede video dalle dimensioni esagerate continua, per non parlare di costi e prestazioni. Lo si potrebbe chiamare un investimento: una scheda video di questo genere, permette di giocare tranquillamente su un monitor a 24&#8221;, Full HD, a livello di dettaglio massimo, <strong>con tutti i titoli presenti sul mercato </strong>e, molto probabilmente, con tutti quelli che saranno prodotti nei prossimi 2-3 anni. Sempre che uno non si faccia prendere la mano.</p>
<p>Certo è che, passando da una scheda più antiquata a questa, c&#8217;è il gran rischio che si debbano cambiare la maggior parte degli altri componenti:</p>
<ul>
<li>Case, prima di tutto (<strong>28 cm di scheda </strong>non entrano in tutti i case)</li>
<li>Schermo (una scheda così è sprecata dai 21&#8221; in giù!)</li>
<li>Alimentatore (sono necessari <strong>due connettori Pci-E da 6 pin </strong>e almeno <strong>40A sulla linea da 12 Volt</strong>)</li>
<li>Processore (Alcuni giochi tendono ad essere CPU-<em>limited</em> persino su un Intel Core i7 965)</li>
</ul>
<p>Praticamente un computer nuovo.</p>
<p>A mio parere, stiamo andando verso il giorno in cui venderanno <strong>direttamente solo le schede video, con alimentatore e processore incorporati, </strong>e conterranno abbastanza RAM da funzionare anche per il resto del sistema. Certo, sistemi simili esistono già. Si chiamano <em>console</em>. Ma quale, tra le console attuali, ha la potenza e la versatilità di un Personal Computer equipaggiato con hardware di ultima generazione?</p>
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		<title>L&#8217;importanza della roadmap elettronica</title>
		<link>http://www.vermilionsands.org/2009/09/importanza-della-roadmap-elettronica/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 13:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Work hours]]></category>

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		<description><![CDATA[Avere una roadmap, delle linee guida, è senza dubbio importante per realizzare qualsiasi progetto che sia più complesso di &#8220;hello, world&#8221; (o delle classi Treno e Vagone, vero, compagni informatici della Bicocca?). Il documento in questione può assumere numerose forme: un albero completamente astratto e presente nella testa del progettista, una serie di grafi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avere una <em>roadmap</em>, delle linee guida, è senza dubbio importante per realizzare qualsiasi progetto che sia più complesso di &#8220;hello, world&#8221; (o delle classi Treno e Vagone, vero, compagni informatici della Bicocca?). Il documento in questione può assumere numerose forme: un albero completamente astratto e presente nella testa del progettista, una serie di grafi e schemi su carta o un <strong>documento elettronico.</strong></p>
<p>L&#8217;ultima forma ha degli evidenti vantaggi sulle prime due. Innanzitutto, esiste fisicamente; inoltre vi si possono memorizzare più cose di quelle che qualcuno possa tenere a mente (a meno che la persona sia un genio, o un folle). Infine, un documento elettronico presenta alcuni vantaggi:</p>
<ol>
<li><strong>Può essere modificato più e più volte, </strong>a piacimento, senza per questo diventare un impiastro illeggibile. Anche scrivendo a matita (il che comunque è un ottimo consiglio), il foglio può rovinarsi o perdersi;</li>
<li><strong>Può essere istantaneamente copiato e reso disponibile ovunque </strong>con un clic. Usando strumenti come <a title="Google Documents" href="http://docs.google.com/">Google Documents</a>, inoltre, è possibile collaborare alla stesura e all&#8217;aggiornamento della <em>roadmap</em> allo stesso modo in cui si scriverebbe a più mani su un foglio di carta, senza per questo dover essere nello stesso luogo;</li>
<li>E&#8217; leggibile! Sembra banale, ma diventa un requisito indispensabile se si è <abbr title="...dotati di una scrittura illeggibile..."><span style="font-family: Mistral,Minstrel,serif; font-size: 11pt;">dotati di una scrittura illeggibile</span></abbr> come la mia. In questi giorni, a lavoro, mi è stato chiesto di stendere una sintesi dei lavori attuali della società, sottintendendo di scriverla a mano. Inorridisco al solo pensiero. No, no.</li>
</ol>
<p>Che una<em> roadmap</em> elettronica (o foglio di specifiche, o <em>To-Do list</em>) sia indispensabile per progetti dalle migliaia di righe di codice in su è appurato, ma penso sia quasi indispensabile anche per progetti più semplici e anche se chi li fa pensa &#8220;Ho le idee ben chiare, il progetto è tutto nella mia testa e in questi 20 fogli sparsi di schemi&#8221;. Perchè <strong>i progetti non sono perfetti, cambiano, si evolvono, </strong>devono essere modificati ed eventualmente condivisi. Se poi il lavoro non è l&#8217;unico da fare in quel periodo, si rischia di cadere nella palude dell&#8217;incertezza di percorso: senza un <em>path</em> di sviluppo definito a priori, non ci si ricorda letteralmente più <em>cosa c&#8217;è da fare</em> in un dato momento.</p>
<p>Parlo per esperienza. Senza un documento elettronico di percorso, anche se provvisto di molti schemi (molti dei quali superati), mi bloccavo ogni volta che riprendevo in mano il gestionale per caselle di fumetteria. <strong>Che avevo fatto fino a quel momento?</strong> Può anche darsi che io sia carente di sonno (accidenti agli <a title="Steam Forums - Weekend Deal" href="http://forums.steampowered.com/forums/showthread.php?t=720271">Steam Weekend Deal</a>), svogliato o quant&#8217;altro. Niente di più facile. Ma se anche fosse così, non sarò né il primo né l&#8217;ultimo.</p>
<p>Insomma, a chi gestice più di un progetto (anche piccoli) do questo consiglio: <strong>scrivete una <em>roadmap</em></strong> o documento di progettazione elettronici, o perlomeno a matita. Vi permetterà di risparmiare molto tempo, anche se potrebbe sembrare una <em>perdita</em> di tempo all&#8217;inizio. Anche, datevi <strong>tempi ragionevolmente regolari e stretti </strong>per organizzare il vostro progetto &#8220;libero&#8221; con il lavoro fisso (o con gli altri progetti) e con il tempo di svago.</p>
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		<title>Braid: Tempo e Perdono</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 15:52:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Braid]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi voglio parlare di Braid. Non farò una recensione del gioco di Johnathan Blow, per quello esistono siti molto più esaurienti e specializzati; ma una riflessione sulle emozioni che il gioco ha prodotto in me e sulle sensazioni che mi ha lasciato. Personalmente, considero un videogame (o qualsiasi altro lavoro creativo) tanto di successo quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi voglio parlare di <strong><a title="Braid Official Site" href="http://braid-game.com/">Braid</a></strong>.</p>
<p><a href="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/Braid-2009-09-19-12-30-26-58.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-239" title="Braid - Città" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/Braid-2009-09-19-12-30-26-58.jpg" alt="Braid - Città" width="819" height="460" /></a></p>
<p>Non farò una recensione del gioco di <strong><a title="Johnathan Blow home page" href="http://www.number-none.com/blow/">Johnathan Blow</a></strong>, per quello esistono siti molto più esaurienti e specializzati; ma una riflessione sulle emozioni che il gioco ha prodotto in me e sulle sensazioni che mi ha lasciato. Personalmente, considero un videogame (o qualsiasi altro lavoro creativo) <strong>tanto di successo quanto più mi capita di ricordarlo</strong>. Non necessariamente rigiocarlo, anche se quest&#8217;ultima cosa spesso segue la prima, ma ricordarlo ed emozionarmi per la storia o per associazioni tra le sue varie componenti: grafica, musica, <em>feeling</em> ecc<em>.</em></p>
<p>Giochi<em> </em>come<em> </em>StarCraft, per la storia, Unreal e Half-Life per le ambientazioni e la colonna sonora, Faraon e Alpha Centauri per la complessità del <em>gameplay</em>, li ricordo volentieri e, spesso, li rigioco ancora oggi, perchè mi hanno lasciato qualcosa. Giocare a StarCraft di nuovo era come rileggere un libro <em>fantasy</em> ben scritto: ogni volta mi emozionavo di nuovo per il sacrificio di Tassadar e l&#8217;eroismo che il suo ricordo suscitava in quelli che rimanevano dopo di lui.</p>
<p>Braid è stato per me anche più di questo. In un periodo dove i giochi <em>esplodono</em> in quanto a grafica ed effetti speciali, oppure sono iterazioni ennesime di <em>franchise</em> iniziati più di un lustro fa, Braid si pone invece tra quei giochi che, con budget relativamente limitato e team composti spesso da una, due o massimo tre persone, <strong>riescono nel loro intento </strong>molto più che giochi da centinaia di milioni di dollari.</p>
<p>In Braid, molte cose colpiscono il giocatore. Chi gioca è subito coinvolto nell&#8217;azione: nessuna schermata iniziale, ma un ponte in ombra, che dà su una città in cui alcune luci dorate mostrano un paesaggio di tetti. Il titolo svanisce appena ci muoviamo; nell&#8217;atto stesso di muoversi scopriamo il personaggio, altrimenti quasi invisibile, e lo vediamo mentre passa in luce sotto alcuni lampioni dall&#8217;aspetto <em>rétro</em>.</p>
<p><a href="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/Braid-2009-09-19-12-30-58-13.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-240" title="Braid - Casa di Tim" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/Braid-2009-09-19-12-30-58-13.jpg" alt="Braid - Casa di Tim" width="819" height="460" /></a></p>
<p>Tim, il protagonista, utilizza la sua casa come punto di partenza per i vari &#8220;mondi&#8221; alla Super Mario; ma all&#8217;ingresso di ogni mondo, ci viene raccontato qualcosa di lui. Nel primo, che enigmaticamente è il &#8220;Mondo 2&#8243;, viene detto qualcosa che ognuno potrà fare suo.</p>
<blockquote><p>&#8220;Ma se abbiamo imparato dai nostri errori, se ci hanno fatto diventare migliori, non dovremmo essere premiati, piuttosto che puniti? [...] L&#8217;esperienza ci renderebbe comunque più saggi, ma non dovremmo più soffrire per i nostri errori.&#8221;</p></blockquote>
<p>Braid è una storia di perdono, remissione, frustrazione, esitazione, decisione e ineluttabilità. Sfide che chiunque si ritrova a vincere o perdere (più che altro perdere) nella sua vita. <strong>Tutti i concetti sono integrati nel gameplay come manipolazioni temporali: </strong>il <em>perdono</em> è la possibilità di riavvolgere il tempo fino all&#8217;inizio del livello, l&#8217;<em>esitazione </em>è rappresentata da zone in cui il tempo (e Tim stesso) rallenta fin quasi a fermarsi, la <em>decisione</em> è l&#8217;avverarsi della frase &#8220;Se tornassi indietro, farei la stessa cosa&#8221;: un&#8217;ombra di noi stessi ripercorre le azioni che abbiamo appena compiuto. Ogni mondo integra uno di questi concetti nella musica e nella grafica, oltre che nel <em>gameplay</em>.</p>
<p><a href="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/Braid-2009-09-19-17-03-10-82.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-246" title="Braid - Coniglietti rosa mannari" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/Braid-2009-09-19-17-03-10-82.jpg" alt="Braid - Coniglietti rosa mannari" width="819" height="460" /></a></p>
<p>Musica e grafica sono tra le migliori che io abbia mai visto in un gioco. Sono perfette per la situazione, al punto che l&#8217;occhio non riesce a cogliere cosa sia in particolare che lo colpisce, ma <strong>abbraccia il tutto come un intero. </strong>La musica, una combinazione di tenui melodie d&#8217;arpa, pianoforte e violino, è stata accuratamente scelta perchè si accordasse con il concetto dei mondi e le ambientazioni e, a sua volta, ha influenzato entrambi. Infine, la grafica, in uno squisito stile acquarello, contiene elementi che riprendono il concetto espresso e l&#8217;episodio raccontato.</p>
<p>Non potrei raccomandarlo abbastanza: Braid non è solo un gioco, è un&#8217;esperienza, un dipinto, una sinfonia ed un omaggio al genere <em>platform</em>. Cosa mi ha insegnato? Che anche se l&#8217;esperienza può servirci per non commettere gli stessi errori in futuro, non si può mai tornare compiutamente indietro; cercare di farlo significa procurare altra sofferenza a se stessi e agli altri. <strong>Ma si può andare avanti, </strong>cercare di costruire qualcosa di nuovo.</p>
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		<title>Wolfram Alpha, motore di Conoscenza</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 14:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web & Internet]]></category>
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		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri il mio amico e collega informatico/programmatore Paolo (che spero di vedere presto in una home sua) mi ha mostrato Wolfram&#124;Alpha, web application definita come &#8220;Motore computazionale di conoscenza&#8221;. Sviluppato dalla Wolfram Research, il suo scopo è presentare la conoscenza in una forma più descrittiva e puntuale di una serie di link (come ad esempio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri il mio amico e collega informatico/programmatore Paolo (che spero di vedere presto in una <em>home</em> sua) mi ha mostrato <a title="Wolfram|Alpha Home" href="http://www.wolframalpha.com/">Wolfram|Alpha</a>, <em>web application </em>definita come &#8220;Motore computazionale di conoscenza&#8221;. Sviluppato dalla Wolfram Research, il suo scopo è presentare la conoscenza in una forma più descrittiva e puntuale di una serie di link (come ad esempio fa un motore di <em>ricerca</em>).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-230" title="Wolfram|Alpha saluta" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/wolf_hi1.PNG" alt="Wolfram|Alpha saluta" width="539" height="374" /></p>
<p>La Wolfram Research è la società privata di Steven Wolfram il cui prodotto più noto è Mathematica, suite per operazioni matematiche di qualsiasi tipo. La mia esperienza con Mathematica si riduce ad una ventina di ore di laboratorio durante il corso di Teoria dei sistemi (Elementi), dove l&#8217;usavamo per calcolare <em>output</em> di sistemi ingresso-uscita e la soluzione di equazioni differenziali.</p>
<p>Wolfram|Alpha è basato sullo stesso software, quindi può <strong>riconoscere espressioni matematiche  (anche in linguaggio più o meno naturale) </strong>e comportarsi di conseguenza. Qui due esempi, con una funzione complessa e una semplice:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-232" title="Funzione semplice su Wolfram|Alpha" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/wolf_sinx1.PNG" alt="Funzione semplice su Wolfram|Alpha" width="389" height="473" /><img class="alignnone size-full wp-image-233" title="Funzione complessa su Wolfram|Alpha" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/wolf_complex1.PNG" alt="Funzione complessa su Wolfram|Alpha" width="384" height="484" /></p>
<p>Con Internet a disposizione ed una stampante, situazione tipica nel laboratorio di una qualsiasi scuola moderna, si può stampare al volo un <strong>foglio di riferimento completo </strong>per qualsiasi funzione richiesta: derivata prima o seconda, limiti notevoli, integrale definito e indefinito, espansione in serie se applicabile, grafico&#8230; insomma, veramente ottimo, ma quasi scontato, almeno procedendo sui passi di un software come Mathematica che esiste da 20 anni per quell&#8217;unico scopo.</p>
<p>Ciò che è <em>meno</em> facile, Wolfram|Alpha si presenta come un <strong>motore computazionale di <em>tutta</em> la conoscenza.</strong> E&#8217; ancora nella sua prima infanzia, essendo stato lanciato il 15 maggio, ma già si possono fare domande come &#8220;<a title="What age is Prince Charles?" href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=what+age+is+prince+Charles%3F">Quanti anni ha il principe Carlo?</a>&#8221; o &#8220;Dove sono?&#8221; e lui risponderà in maniera appropriata. Anche domande come il valore nutrizionale di una mela, la 12ma nazione ordinata per numero di donne, per non parlare di costanti fisiche e valori notevoli, conversioni tra unità di misura, ecc. trovano pronta e spesso esauriente risposta.</p>
<p>Non mancano strizzatine d&#8217;occhio alle domande che un <em>nerd </em>potrebbe porre:</p>
<ul>
<li><a title="How much wood..." href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=how+much+wood+would+a+woodchuck+chuck+if+a+woodchuck+could+chuck+wood%3F">Quanto legno potrebbe rodere un roditore se un roditore rodesse il legno?</a></li>
<li><a title="The answer to Life, the Universe and Everything" href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=answer+to+life">Qual è la risposta alla Vita, all&#8217;Universo e Tutto?</a></li>
<li><a title="What is the Matrix?" href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=what+is+the+matrix">Cos&#8217;è Matrix?</a></li>
</ul>
<p>Wolfram|Alpha non disdegna di rispondere ad alcune domande personali:</p>
<ul>
<li><a title="Who are you?" href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=who+are+you">Chi sei?</a></li>
<li><a title="Where do you live?" href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=where+do+you+live%3F">Dove vivi?</a></li>
<li><a title="Are you Skynet?" href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=are+you+skynet%3F">Sei Skynet?</a> <small>(<em>Risposta: </em>&#8220;No, Skynet raggiunse l&#8217;autocoscienza il 29 agosto 1997 alle 02.14 AM, ora della Costa Orientale. Io, al contrario, non sono stato messo in funzione fino al 15 maggio 2009. Inoltre, apprezzo modalità di interazione con gli umani che non involvano necessariamente l&#8217;uso di missili nucleari.&#8221;)</small></li>
</ul>
<p>E infine, una buona ragione di vita per ogni persona curiosa:</p>
<ul>
<li><a title="Why am I here?" href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=why+am+i+here">Perchè siamo qui?</a> <small>(<em>Risposta</em>: &#8220;Per esplorare l&#8217;universo computazionale.&#8221;)</small></li>
</ul>
<p>Non è <em>perfetto</em>, ma già risultati del genere erano quasi impensabili, poniamo, 10 anni fa&#8230; e prima, erano ipotizzabili solo da un supercomputer che alla domanda &#8220;Esiste Dio?&#8221; rispondeva, dopo aver assorbito la conoscenza e la potenza di calcolo dell&#8217;Universo intero: &#8220;Sì, <em>adesso</em> Dio c&#8217;è&#8221; (Frederic Brown, <em>La risposta</em>).</p>
<p>In via di elaborazione sono l&#8217;estensione del motore di conoscenza ad argomenti di programmazione, complessità computazionale e conversazione naturale, <em>à la </em>Jabberwacky o Eliza. Inoltre, il motore per ora parla solo inglese, ma nuovi linguaggi verranno sicuramente aggiunti in futuro.</p>
<p>In definitiva, Wolfram|Alpha mira a diventare una raccolta organizzata di &#8220;<em>tutto il sapere oggettivo: implementare ogni modello, metodo e algoritmo conosciuto; rendere tutta la conoscenza sistematica immediatamente calcolabile e accessibile da chiunque </em>&#8221; (About Wolfram|Alpha).</p>
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		<title>Grandi parole</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 09:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web & Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Esperimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Grafica]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ottica di un esperimento grafico-testuale, ho ingrandito la dimensione dei caratteri fino a 80 punti: body { font-size: 80pt; } E questo è l&#8217;apprezzabile risultato: La seconda dà un&#8217;impressione di potenza e chiarezza, almeno per quanto mi riguarda. Per la prima, invece, trovo molto interessante il miscuglio di parole che diventano inintelleggibili: puri segni grafici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ottica di un esperimento grafico-testuale, ho ingrandito la dimensione dei caratteri fino a 80 punti:</p>
<pre class="brush: css" style="padding-left: 30px;">body
{
   font-size: 80pt;
}</pre>
<p>E questo è l&#8217;apprezzabile risultato:</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-211" title="Parole grandi" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/big1-1024x819.PNG" alt="Parole grandi" width="614" height="491" /></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-213" title="Parole composte" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/big2-1024x819.PNG" alt="Parole composte" width="614" height="491" /></p>
<p>La seconda dà un&#8217;impressione di potenza e chiarezza, almeno per quanto mi riguarda. Per la prima, invece, trovo molto interessante il miscuglio di parole che diventano inintelleggibili: puri segni grafici, riconoscibili come lettere solo per induzione dalle poche isolate e comprensibili che stanno ai bordi dell&#8217;immagine.</p>
<p>Oppure, chissà&#8230; potrei essere semplicemente annoiato. Nel frattempo, ho portato la dimensione del carattere da 7.5pt a 8pt, per facilitare la lettura, e ho aggiunto una sezione di archivio completo nella possibilità che a qualcuno interessi leggere i post più antichi. Il che mi ha portato a considerare <a title="Archivio dei post" href="http://www.vermilionsands.org/archivio-dei-post/">quanto poco ho scritto</a> in più di 3 anni da quando questo blog è aperto!</p>
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