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	<title>Vermilion Sands: Silma&#039;s Web Space</title>
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	<description>Il blog in salsa informatica di Alessandro Putzu</description>
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		<title>In cerca di casa</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 12:46:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Casa]]></category>
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		<description><![CDATA[Finalmente un aggiornamento di questo blog. Sono più o meno secoli!
Prima cosa, ho abbandonato il mio precedente lavoro a causa di condizioni, per così dire&#8230; subottimali, in favore di un&#8217;azienda molto più grande e, soprattutto, di un appetibile contratto a tempo indeterminato. Che nella praticità dell&#8217;immediato, si traduce in due pensieri: &#8220;Oddio, dovrò vestirmi elegante?&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente un aggiornamento di questo blog. Sono più o meno secoli!</p>
<p>Prima cosa, ho abbandonato il mio precedente lavoro a causa di condizioni, per così dire&#8230; <em>subottimali</em>, in favore di un&#8217;azienda molto più grande e, soprattutto, di un appetibile contratto a tempo indeterminato. Che nella praticità dell&#8217;immediato, si traduce in due pensieri: <em>&#8220;Oddio, dovrò vestirmi elegante?&#8221;</em> e <em>&#8220;Ora cerco una casa!&#8221;</em>.</p>
<p>Focalizziamoci sulla seconda. Sono andato a fare un giro su <a title="CambioCasa.it" href="http://www.cambiocasa.it/">cambiocasa.it</a>, che tra parentesi consiglio come un ottimo portale di informazione su immobili di qualsiasi tipo. Molti lo conosceranno come il giornalino distribuito gratuitamente per le strade, almeno a Lecco.  Dicevo, navigando sul sito mi si è presentata la possibilità di lasciare i miei dati per ricevere una newsletter; ho pensato: &#8220;Perché no, fa sempre comodo avere la ricerca pronta a casa propria&#8221; e voilà, ho inserito tutti i dati richiesti&#8230; compreso il numero di cellulare, obbligatorio. <strong>L&#8217;avessi mai fatto! </strong></p>
<p>Oggi, vale a dire il giorno dopo, mi ritrovo sottoposto ad un continuo bombardamento di telefonate da parte di gentilissimi agenti immobiliari, i quali non chiedono di meglio che vendermi uno o più appartamenti corrispondenti alle mie esigenze. Mi sento più o meno come un naufrago in mezzo ad un cerchio di squali. Forse mi son mosso troppo presto? Il lavoro nuovo non l&#8217;ho ancora cominciato&#8230; e c&#8217;è sempre l&#8217;incognita del periodo di prova. Passato quello, tutto liscio.</p>
<p>La casa nuova mi darà modo (tempo, denaro e soprattutto <a title="All mad here Fede!" href="http://www.allmadherefede.com/blog/">dolce metà</a> permettendo) di sperimentare un paio di cosette eterogenee, che mi stanno molto a cuore: un impianto home theater tutto incluso gestito da un solo computer e l&#8217;arredamento creativo ma poco costoso.  E soprattutto, la <em>vera</em> vita di coppia. Ho un po&#8217; di paura, ma<strong> non vedo l&#8217;ora!</strong></p>
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		<title>(null)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 14:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Progettazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono in alcun modo un esperto di basi di dati, ma una tabella che per la grande maggioranza della sua superficie (misurabile in metri quadrati!) si presenta in questo modo, mi sembra quantomeno strana.

Ognuna delle colonne è non-null per un numero molto, molto limitato di righe rispetto al totale. La tabella è molto, molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono in alcun modo un esperto di basi di dati, ma una tabella che per la grande maggioranza della sua <em>superficie</em> (misurabile in metri quadrati!) si presenta in questo modo, mi sembra quantomeno strana.</p>
<p><img class="size-full wp-image-414 alignnone" title="(null)" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/11/null.png" alt="(null)" width="817" height="363" /></p>
<p>Ognuna delle colonne è non-<em>null</em> per un numero molto, molto limitato di righe rispetto al totale. La tabella è molto, molto sparsa. Senza dubbio con i computer di oggi lo spazio non è un problema; ma mi chiedo, non sarebbe stato possibile idearne la struttura in qualche modo migliore, per evitare le migliaia di <code>(null)</code> presenti?</p>
<p>Insomma, ecco cosa succede quando si progetta <strong>pensando alla macchina </strong>e non agli umani che la useranno!</p>
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		<title>Radeon serie 5000: le dimensioni contano</title>
		<link>http://www.vermilionsands.org/2009/09/radeon-serie-5000-le-dimensioni-contano/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 08:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[VGA]]></category>

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		<description><![CDATA[Da pochi giorni è uscita la nuova AMD/Ati Radeon HD 5870, modello di punta a singola GPU della neonata Serie 5000.

Queste sono le mie prime reazioni al vedere la reference board: &#8220;Che blocco!&#8221; e &#8220;Sembra  il sarcofago di Ra in Stargate&#8221; e infine &#8220;Sembra un&#8217;astronave!&#8221;. Insomma, l&#8217;impressione era qualcosa di molto, molto grosso, di sicuro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da pochi giorni è uscita la nuova <a title="Ati Radeon HD 5870" href="http://www.amd.com/us/products/desktop/graphics/ati-radeon-hd-5000/hd-5870/Pages/ati-radeon-hd-5870-overview.aspx">AMD/Ati Radeon HD 5870</a>, modello di punta a singola GPU della neonata Serie 5000.</p>
<p><a href="http://www.tomshw.it/graphic.php?guide=20090923&amp;page=radeon-hd-5870-rv870-cypress-ati-amd-directx11-05"><img class="alignnone" title="AMD/Ati Radeon HD 5870 Cypress" src="http://www.tomshw.it/guides/hardware/graphic/20090923/images/Radeon%20HD%205870%20Three%20Quarters.jpg" alt="" width="768" height="585" /></a></p>
<p>Queste sono le mie prime reazioni al vedere la <em>reference board</em>: &#8220;Che blocco!&#8221; e &#8220;Sembra  il sarcofago di Ra in Stargate&#8221; e infine &#8220;Sembra un&#8217;astronave!&#8221;. Insomma, l&#8217;impressione era <strong>qualcosa di <em>molto, molto</em></strong> <strong>grosso, </strong>di sicuro rinforzata dallo scatolotto in cui sono contenuti la ventola a turbina e il dissipatore. Peraltro con un design che personalmente mi piace, essenziale, anche se lascia un po&#8217; perplessi la feritoia corta per l&#8217;espulsione dell&#8217;aria. A quanto pare, <a title="Radeon HR 5870 - Consumi, calore e rumorosità - Tom's Hardware" href="http://www.tomshw.it/graphic.php?guide=20090923&amp;page=radeon-hd-5870-rv870-cypress-ati-amd-directx11-22">la scheda raggiunge i 100 °C a pieno carico</a>. Bollente!</p>
<p>Qualche giorno dopo è stata presentata la 5870 X2, formata, come lascia intendere il nome, da <em>due</em> processori RV800 saldati sullo stesso PCB. Qualche buontempone su Hardware Upgrade ha coniato il nome &#8220;5870 Rocco Edition&#8221;, lascio immaginare il perchè.</p>
<p><a href="http://www.hwupgrade.it/news/skvideo/radeon-hd-5800-x2-prime-immagini-e-prezzo_30233.html"><img class="alignnone" title="AMD/Ati Radeon HD 5870 X2 Hemlock" src="http://www.hwupgrade.it/immagini/hemlock_totale.jpg" alt="" width="271" height="400" /></a></p>
<p><em>Very, very <abbr title="Di cattivo gusto, non certo a poco prezzo!">cheap</abbr></em>. (Immaginatemi mentre aggiusto un monocolo e alzo il sopracciglio).</p>
<p>Insomma, la corsa alla produzione di schede video dalle dimensioni esagerate continua, per non parlare di costi e prestazioni. Lo si potrebbe chiamare un investimento: una scheda video di questo genere, permette di giocare tranquillamente su un monitor a 24&#8221;, Full HD, a livello di dettaglio massimo, <strong>con tutti i titoli presenti sul mercato </strong>e, molto probabilmente, con tutti quelli che saranno prodotti nei prossimi 2-3 anni. Sempre che uno non si faccia prendere la mano.</p>
<p>Certo è che, passando da una scheda più antiquata a questa, c&#8217;è il gran rischio che si debbano cambiare la maggior parte degli altri componenti:</p>
<ul>
<li>Case, prima di tutto (<strong>28 cm di scheda </strong>non entrano in tutti i case)</li>
<li>Schermo (una scheda così è sprecata dai 21&#8221; in giù!)</li>
<li>Alimentatore (sono necessari <strong>due connettori Pci-E da 6 pin </strong>e almeno <strong>40A sulla linea da 12 Volt</strong>)</li>
<li>Processore (Alcuni giochi tendono ad essere CPU-<em>limited</em> persino su un Intel Core i7 965)</li>
</ul>
<p>Praticamente un computer nuovo.</p>
<p>A mio parere, stiamo andando verso il giorno in cui venderanno <strong>direttamente solo le schede video, con alimentatore e processore incorporati, </strong>e conterranno abbastanza RAM da funzionare anche per il resto del sistema. Certo, sistemi simili esistono già. Si chiamano <em>console</em>. Ma quale, tra le console attuali, ha la potenza e la versatilità di un Personal Computer equipaggiato con hardware di ultima generazione?</p>
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		<title>L&#8217;importanza della roadmap elettronica</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 13:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Avere una roadmap, delle linee guida, è senza dubbio importante per realizzare qualsiasi progetto che sia più complesso di &#8220;hello, world&#8221; (o delle classi Treno e Vagone, vero, compagni informatici della Bicocca?). Il documento in questione può assumere numerose forme: un albero completamente astratto e presente nella testa del progettista, una serie di grafi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avere una <em>roadmap</em>, delle linee guida, è senza dubbio importante per realizzare qualsiasi progetto che sia più complesso di &#8220;hello, world&#8221; (o delle classi Treno e Vagone, vero, compagni informatici della Bicocca?). Il documento in questione può assumere numerose forme: un albero completamente astratto e presente nella testa del progettista, una serie di grafi e schemi su carta o un <strong>documento elettronico.</strong></p>
<p>L&#8217;ultima forma ha degli evidenti vantaggi sulle prime due. Innanzitutto, esiste fisicamente; inoltre vi si possono memorizzare più cose di quelle che qualcuno possa tenere a mente (a meno che la persona sia un genio, o un folle). Infine, un documento elettronico presenta alcuni vantaggi:</p>
<ol>
<li><strong>Può essere modificato più e più volte, </strong>a piacimento, senza per questo diventare un impiastro illeggibile. Anche scrivendo a matita (il che comunque è un ottimo consiglio), il foglio può rovinarsi o perdersi;</li>
<li><strong>Può essere istantaneamente copiato e reso disponibile ovunque </strong>con un clic. Usando strumenti come <a title="Google Documents" href="http://docs.google.com/">Google Documents</a>, inoltre, è possibile collaborare alla stesura e all&#8217;aggiornamento della <em>roadmap</em> allo stesso modo in cui si scriverebbe a più mani su un foglio di carta, senza per questo dover essere nello stesso luogo;</li>
<li>E&#8217; leggibile! Sembra banale, ma diventa un requisito indispensabile se si è <abbr title="...dotati di una scrittura illeggibile..."><span style="font-family: Mistral,Minstrel,serif; font-size: 11pt;">dotati di una scrittura illeggibile</span></abbr> come la mia. In questi giorni, a lavoro, mi è stato chiesto di stendere una sintesi dei lavori attuali della società, sottintendendo di scriverla a mano. Inorridisco al solo pensiero. No, no.</li>
</ol>
<p>Che una<em> roadmap</em> elettronica (o foglio di specifiche, o <em>To-Do list</em>) sia indispensabile per progetti dalle migliaia di righe di codice in su è appurato, ma penso sia quasi indispensabile anche per progetti più semplici e anche se chi li fa pensa &#8220;Ho le idee ben chiare, il progetto è tutto nella mia testa e in questi 20 fogli sparsi di schemi&#8221;. Perchè <strong>i progetti non sono perfetti, cambiano, si evolvono, </strong>devono essere modificati ed eventualmente condivisi. Se poi il lavoro non è l&#8217;unico da fare in quel periodo, si rischia di cadere nella palude dell&#8217;incertezza di percorso: senza un <em>path</em> di sviluppo definito a priori, non ci si ricorda letteralmente più <em>cosa c&#8217;è da fare</em> in un dato momento.</p>
<p>Parlo per esperienza. Senza un documento elettronico di percorso, anche se provvisto di molti schemi (molti dei quali superati), mi bloccavo ogni volta che riprendevo in mano il gestionale per caselle di fumetteria. <strong>Che avevo fatto fino a quel momento?</strong> Può anche darsi che io sia carente di sonno (accidenti agli <a title="Steam Forums - Weekend Deal" href="http://forums.steampowered.com/forums/showthread.php?t=720271">Steam Weekend Deal</a>), svogliato o quant&#8217;altro. Niente di più facile. Ma se anche fosse così, non sarò né il primo né l&#8217;ultimo.</p>
<p>Insomma, a chi gestice più di un progetto (anche piccoli) do questo consiglio: <strong>scrivete una <em>roadmap</em></strong> o documento di progettazione elettronici, o perlomeno a matita. Vi permetterà di risparmiare molto tempo, anche se potrebbe sembrare una <em>perdita</em> di tempo all&#8217;inizio. Anche, datevi <strong>tempi ragionevolmente regolari e stretti </strong>per organizzare il vostro progetto &#8220;libero&#8221; con il lavoro fisso (o con gli altri progetti) e con il tempo di svago.</p>
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		<title>Braid: Tempo e Perdono</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 15:52:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
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		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi voglio parlare di Braid.

Non farò una recensione del gioco di Johnathan Blow, per quello esistono siti molto più esaurienti e specializzati; ma una riflessione sulle emozioni che il gioco ha prodotto in me e sulle sensazioni che mi ha lasciato. Personalmente, considero un videogame (o qualsiasi altro lavoro creativo) tanto di successo quanto più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi voglio parlare di <strong><a title="Braid Official Site" href="http://braid-game.com/">Braid</a></strong>.</p>
<p><a href="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/Braid-2009-09-19-12-30-26-58.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-239" title="Braid - Città" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/Braid-2009-09-19-12-30-26-58.jpg" alt="Braid - Città" width="819" height="460" /></a></p>
<p>Non farò una recensione del gioco di <strong><a title="Johnathan Blow home page" href="http://www.number-none.com/blow/">Johnathan Blow</a></strong>, per quello esistono siti molto più esaurienti e specializzati; ma una riflessione sulle emozioni che il gioco ha prodotto in me e sulle sensazioni che mi ha lasciato. Personalmente, considero un videogame (o qualsiasi altro lavoro creativo) <strong>tanto di successo quanto più mi capita di ricordarlo</strong>. Non necessariamente rigiocarlo, anche se quest&#8217;ultima cosa spesso segue la prima, ma ricordarlo ed emozionarmi per la storia o per associazioni tra le sue varie componenti: grafica, musica, <em>feeling</em> ecc<em>.</em></p>
<p>Giochi<em> </em>come<em> </em>StarCraft, per la storia, Unreal e Half-Life per le ambientazioni e la colonna sonora, Faraon e Alpha Centauri per la complessità del <em>gameplay</em>, li ricordo volentieri e, spesso, li rigioco ancora oggi, perchè mi hanno lasciato qualcosa. Giocare a StarCraft di nuovo era come rileggere un libro <em>fantasy</em> ben scritto: ogni volta mi emozionavo di nuovo per il sacrificio di Tassadar e l&#8217;eroismo che il suo ricordo suscitava in quelli che rimanevano dopo di lui.</p>
<p>Braid è stato per me anche più di questo. In un periodo dove i giochi <em>esplodono</em> in quanto a grafica ed effetti speciali, oppure sono iterazioni ennesime di <em>franchise</em> iniziati più di un lustro fa, Braid si pone invece tra quei giochi che, con budget relativamente limitato e team composti spesso da una, due o massimo tre persone, <strong>riescono nel loro intento </strong>molto più che giochi da centinaia di milioni di dollari.</p>
<p>In Braid, molte cose colpiscono il giocatore. Chi gioca è subito coinvolto nell&#8217;azione: nessuna schermata iniziale, ma un ponte in ombra, che dà su una città in cui alcune luci dorate mostrano un paesaggio di tetti. Il titolo svanisce appena ci muoviamo; nell&#8217;atto stesso di muoversi scopriamo il personaggio, altrimenti quasi invisibile, e lo vediamo mentre passa in luce sotto alcuni lampioni dall&#8217;aspetto <em>rétro</em>.</p>
<p><a href="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/Braid-2009-09-19-12-30-58-13.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-240" title="Braid - Casa di Tim" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/Braid-2009-09-19-12-30-58-13.jpg" alt="Braid - Casa di Tim" width="819" height="460" /></a></p>
<p>Tim, il protagonista, utilizza la sua casa come punto di partenza per i vari &#8220;mondi&#8221; alla Super Mario; ma all&#8217;ingresso di ogni mondo, ci viene raccontato qualcosa di lui. Nel primo, che enigmaticamente è il &#8220;Mondo 2&#8243;, viene detto qualcosa che ognuno potrà fare suo.</p>
<blockquote><p>&#8220;Ma se abbiamo imparato dai nostri errori, se ci hanno fatto diventare migliori, non dovremmo essere premiati, piuttosto che puniti? [...] L&#8217;esperienza ci renderebbe comunque più saggi, ma non dovremmo più soffrire per i nostri errori.&#8221;</p></blockquote>
<p>Braid è una storia di perdono, remissione, frustrazione, esitazione, decisione e ineluttabilità. Sfide che chiunque si ritrova a vincere o perdere (più che altro perdere) nella sua vita. <strong>Tutti i concetti sono integrati nel gameplay come manipolazioni temporali: </strong>il <em>perdono</em> è la possibilità di riavvolgere il tempo fino all&#8217;inizio del livello, l&#8217;<em>esitazione </em>è rappresentata da zone in cui il tempo (e Tim stesso) rallenta fin quasi a fermarsi, la <em>decisione</em> è l&#8217;avverarsi della frase &#8220;Se tornassi indietro, farei la stessa cosa&#8221;: un&#8217;ombra di noi stessi ripercorre le azioni che abbiamo appena compiuto. Ogni mondo integra uno di questi concetti nella musica e nella grafica, oltre che nel <em>gameplay</em>.</p>
<p><a href="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/Braid-2009-09-19-17-03-10-82.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-246" title="Braid - Coniglietti rosa mannari" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/Braid-2009-09-19-17-03-10-82.jpg" alt="Braid - Coniglietti rosa mannari" width="819" height="460" /></a></p>
<p>Musica e grafica sono tra le migliori che io abbia mai visto in un gioco. Sono perfette per la situazione, al punto che l&#8217;occhio non riesce a cogliere cosa sia in particolare che lo colpisce, ma <strong>abbraccia il tutto come un intero. </strong>La musica, una combinazione di tenui melodie d&#8217;arpa, pianoforte e violino, è stata accuratamente scelta perchè si accordasse con il concetto dei mondi e le ambientazioni e, a sua volta, ha influenzato entrambi. Infine, la grafica, in uno squisito stile acquarello, contiene elementi che riprendono il concetto espresso e l&#8217;episodio raccontato.</p>
<p>Non potrei raccomandarlo abbastanza: Braid non è solo un gioco, è un&#8217;esperienza, un dipinto, una sinfonia ed un omaggio al genere <em>platform</em>. Cosa mi ha insegnato? Che anche se l&#8217;esperienza può servirci per non commettere gli stessi errori in futuro, non si può mai tornare compiutamente indietro; cercare di farlo significa procurare altra sofferenza a se stessi e agli altri. <strong>Ma si può andare avanti, </strong>cercare di costruire qualcosa di nuovo.</p>
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		<title>Wolfram Alpha, motore di Conoscenza</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 14:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web & Internet]]></category>
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		<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri il mio amico e collega informatico/programmatore Paolo (che spero di vedere presto in una home sua) mi ha mostrato Wolfram&#124;Alpha, web application definita come &#8220;Motore computazionale di conoscenza&#8221;. Sviluppato dalla Wolfram Research, il suo scopo è presentare la conoscenza in una forma più descrittiva e puntuale di una serie di link (come ad esempio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri il mio amico e collega informatico/programmatore Paolo (che spero di vedere presto in una <em>home</em> sua) mi ha mostrato <a title="Wolfram|Alpha Home" href="http://www.wolframalpha.com/">Wolfram|Alpha</a>, <em>web application </em>definita come &#8220;Motore computazionale di conoscenza&#8221;. Sviluppato dalla Wolfram Research, il suo scopo è presentare la conoscenza in una forma più descrittiva e puntuale di una serie di link (come ad esempio fa un motore di <em>ricerca</em>).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-230" title="Wolfram|Alpha saluta" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/wolf_hi1.PNG" alt="Wolfram|Alpha saluta" width="539" height="374" /></p>
<p>La Wolfram Research è la società privata di Steven Wolfram il cui prodotto più noto è Mathematica, suite per operazioni matematiche di qualsiasi tipo. La mia esperienza con Mathematica si riduce ad una ventina di ore di laboratorio durante il corso di Teoria dei sistemi (Elementi), dove l&#8217;usavamo per calcolare <em>output</em> di sistemi ingresso-uscita e la soluzione di equazioni differenziali.</p>
<p>Wolfram|Alpha è basato sullo stesso software, quindi può <strong>riconoscere espressioni matematiche  (anche in linguaggio più o meno naturale) </strong>e comportarsi di conseguenza. Qui due esempi, con una funzione complessa e una semplice:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-232" title="Funzione semplice su Wolfram|Alpha" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/wolf_sinx1.PNG" alt="Funzione semplice su Wolfram|Alpha" width="389" height="473" /><img class="alignnone size-full wp-image-233" title="Funzione complessa su Wolfram|Alpha" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/wolf_complex1.PNG" alt="Funzione complessa su Wolfram|Alpha" width="384" height="484" /></p>
<p>Con Internet a disposizione ed una stampante, situazione tipica nel laboratorio di una qualsiasi scuola moderna, si può stampare al volo un <strong>foglio di riferimento completo </strong>per qualsiasi funzione richiesta: derivata prima o seconda, limiti notevoli, integrale definito e indefinito, espansione in serie se applicabile, grafico&#8230; insomma, veramente ottimo, ma quasi scontato, almeno procedendo sui passi di un software come Mathematica che esiste da 20 anni per quell&#8217;unico scopo.</p>
<p>Ciò che è <em>meno</em> facile, Wolfram|Alpha si presenta come un <strong>motore computazionale di <em>tutta</em> la conoscenza.</strong> E&#8217; ancora nella sua prima infanzia, essendo stato lanciato il 15 maggio, ma già si possono fare domande come &#8220;<a title="What age is Prince Charles?" href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=what+age+is+prince+Charles%3F">Quanti anni ha il principe Carlo?</a>&#8221; o &#8220;Dove sono?&#8221; e lui risponderà in maniera appropriata. Anche domande come il valore nutrizionale di una mela, la 12ma nazione ordinata per numero di donne, per non parlare di costanti fisiche e valori notevoli, conversioni tra unità di misura, ecc. trovano pronta e spesso esauriente risposta.</p>
<p>Non mancano strizzatine d&#8217;occhio alle domande che un <em>nerd </em>potrebbe porre:</p>
<ul>
<li><a title="How much wood..." href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=how+much+wood+would+a+woodchuck+chuck+if+a+woodchuck+could+chuck+wood%3F">Quanto legno potrebbe rodere un roditore se un roditore rodesse il legno?</a></li>
<li><a title="The answer to Life, the Universe and Everything" href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=answer+to+life">Qual è la risposta alla Vita, all&#8217;Universo e Tutto?</a></li>
<li><a title="What is the Matrix?" href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=what+is+the+matrix">Cos&#8217;è Matrix?</a></li>
</ul>
<p>Wolfram|Alpha non disdegna di rispondere ad alcune domande personali:</p>
<ul>
<li><a title="Who are you?" href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=who+are+you">Chi sei?</a></li>
<li><a title="Where do you live?" href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=where+do+you+live%3F">Dove vivi?</a></li>
<li><a title="Are you Skynet?" href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=are+you+skynet%3F">Sei Skynet?</a> <small>(<em>Risposta: </em>&#8220;No, Skynet raggiunse l&#8217;autocoscienza il 29 agosto 1997 alle 02.14 AM, ora della Costa Orientale. Io, al contrario, non sono stato messo in funzione fino al 15 maggio 2009. Inoltre, apprezzo modalità di interazione con gli umani che non involvano necessariamente l&#8217;uso di missili nucleari.&#8221;)</small></li>
</ul>
<p>E infine, una buona ragione di vita per ogni persona curiosa:</p>
<ul>
<li><a title="Why am I here?" href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=why+am+i+here">Perchè siamo qui?</a> <small>(<em>Risposta</em>: &#8220;Per esplorare l&#8217;universo computazionale.&#8221;)</small></li>
</ul>
<p>Non è <em>perfetto</em>, ma già risultati del genere erano quasi impensabili, poniamo, 10 anni fa&#8230; e prima, erano ipotizzabili solo da un supercomputer che alla domanda &#8220;Esiste Dio?&#8221; rispondeva, dopo aver assorbito la conoscenza e la potenza di calcolo dell&#8217;Universo intero: &#8220;Sì, <em>adesso</em> Dio c&#8217;è&#8221; (Frederic Brown, <em>La risposta</em>).</p>
<p>In via di elaborazione sono l&#8217;estensione del motore di conoscenza ad argomenti di programmazione, complessità computazionale e conversazione naturale, <em>à la </em>Jabberwacky o Eliza. Inoltre, il motore per ora parla solo inglese, ma nuovi linguaggi verranno sicuramente aggiunti in futuro.</p>
<p>In definitiva, Wolfram|Alpha mira a diventare una raccolta organizzata di &#8220;<em>tutto il sapere oggettivo: implementare ogni modello, metodo e algoritmo conosciuto; rendere tutta la conoscenza sistematica immediatamente calcolabile e accessibile da chiunque </em>&#8221; (About Wolfram|Alpha).</p>
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		<title>Grandi parole</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 09:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web & Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Esperimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Grafica]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ottica di un esperimento grafico-testuale, ho ingrandito la dimensione dei caratteri fino a 80 punti:
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{
    font-size: 80pt;
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E questo è l&#8217;apprezzabile risultato:


La seconda dà un&#8217;impressione di potenza e chiarezza, almeno per quanto mi riguarda. Per la prima, invece, trovo molto interessante il miscuglio di parole che diventano inintelleggibili: puri segni grafici, riconoscibili come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ottica di un esperimento grafico-testuale, ho ingrandito la dimensione dei caratteri fino a 80 punti:</p>
<pre style="padding-left: 30px;">body
{
   <span style="color: #008000;"> font-size:</span><span style="color: #0000ff;"> 80pt</span>;
}</pre>
<p>E questo è l&#8217;apprezzabile risultato:</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-211" title="Parole grandi" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/big1-1024x819.PNG" alt="Parole grandi" width="614" height="491" /></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-213" title="Parole composte" src="http://www.vermilionsands.org/wp-content/uploads/2009/09/big2-1024x819.PNG" alt="Parole composte" width="614" height="491" /></p>
<p>La seconda dà un&#8217;impressione di potenza e chiarezza, almeno per quanto mi riguarda. Per la prima, invece, trovo molto interessante il miscuglio di parole che diventano inintelleggibili: puri segni grafici, riconoscibili come lettere solo per induzione dalle poche isolate e comprensibili che stanno ai bordi dell&#8217;immagine.</p>
<p>Oppure, chissà&#8230; potrei essere semplicemente annoiato. Nel frattempo, ho portato la dimensione del carattere da 7.5pt a 8pt, per facilitare la lettura, e ho aggiunto una sezione di archivio completo nella possibilità che a qualcuno interessi leggere i post più antichi. Il che mi ha portato a considerare <a title="Archivio dei post" href="http://www.vermilionsands.org/archivio-dei-post/">quanto poco ho scritto</a> in più di 3 anni da quando questo blog è aperto!</p>
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		<title>Libertà di stampa</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 15:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Breaking news, come direbbero negli Stati Uniti.
Oggi, l&#8217;Italia è scossa da una sconcertante rivelazione, che ribalta anni di storia, informazione e politica nazionale: il 90% della stampa italiana è in mano ai comunisti. I peggiori timori della Guerra Fredda si sono avverati, i pericolosi sovversivi comunisti hanno preso in mano (e da chissà quanto tempo!) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Breaking news</em>, come direbbero negli Stati Uniti.</p>
<p>Oggi, l&#8217;Italia è scossa da una sconcertante rivelazione, che ribalta anni di storia, informazione e politica nazionale: <a title="Barzellette comuniste" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/09/berlusconi-liberta-stampa-barzelletta-comunista.shtml?uuid=d60ca402-9ba0-11de-98f3-411cb44e52e1&amp;DocRulesView=Libero">il 90% della stampa italiana è in mano ai comunisti</a>. I peggiori timori della Guerra Fredda si sono avverati, i pericolosi sovversivi comunisti hanno preso in mano (e da chissà quanto tempo!) le redini dell&#8217;informazione nazionale.</p>
<p>&#8230;O perlomeno, questo è ciò che sostiene il premier. Personalmente, sono perplesso. Non ho visto falci e martelli da nessuna parte, né stelle rosse; nel mio ufficio non c&#8217;è una foto di Stalin, o di Bertinotti, e nemmeno nell&#8217;aula magna dell&#8217;ospedale Monzino; nessuno mi obbliga ad iscrivermi al Partito e se lo volessi, potrei scendere in piazza a criticare i comunisti senza pericolo di essere incriminato.</p>
<p>Ma evidentemente il signor Berlusconi non la pensa così, se ritiene di riempire la propria bocca (e le orecchie degli italiani, creduli o meno) con dichiarazioni eclatanti, proprio mentre <a title="Berlusconi denuncia Repubblica" href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_1648001689.html">denuncia il quotidiano Repubblica</a> per <em>aver posto delle domande</em>. A me sembra un&#8217;evidente contraddizione; gli altri la vedano come vogliono. (Qui <a title="Dieci domande al premier" href="http://temi.repubblica.it/repubblicaspeciale-dieci-domande-a-berlusconi/">le domande originarie</a>, per chi volesse capire se davvero sono &#8220;retoriche e diffamatorie&#8221;).</p>
<p><strong>Domandare è sempre lecito; </strong>rispondere, nel caso di un personaggio pubblico dalle responsabilità del Presidente del Consiglio, <strong>non è semplicemente cortesia, ma <em>doveroso</em>.</strong> E oltre a questo, la libertà d&#8217;informazione e di ricerca dei fatti (non &#8220;insulti e calunnie&#8221;, come dicono i tirapiedi del Presidente, ma <em>fatti documentati</em>) <strong>è inalienabile </strong>in uno Stato veramente democratico. Se verrà l&#8217;ora buia in cui la stampa d&#8217;opposizione sarà attivamente perseguita, io sarò il primo ad affiggere volantini per le strade.</p>
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		<title>Persiste! Persistono! Persistenza con JPA</title>
		<link>http://www.vermilionsands.org/2009/08/persiste-persistono-persistenza-con-jpa/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 09:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Database]]></category>
		<category><![CDATA[Java]]></category>
		<category><![CDATA[JPA]]></category>
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		<description><![CDATA[Procedendo nella mia conoscenza e nei lavori con Java, specialmente il progetto di gestione delle caselle, mi sono trovato nella necessità di dover usare un database che si interfacciasse con il linguaggio ed Eclipse.
Dapprima, ho usato MySQL, che non ha bisogno di presentazioni. Ma, specialmente nella seconda iterazione del progetto (sarebbe a dire, archiviare quel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Procedendo nella mia conoscenza e nei lavori con Java, specialmente il progetto di gestione delle caselle, mi sono trovato nella necessità di dover usare un database che si interfacciasse con il linguaggio ed Eclipse.</p>
<p>Dapprima, ho usato MySQL, che non ha bisogno di presentazioni. Ma, specialmente nella seconda iterazione del progetto (sarebbe a dire, archiviare quel poco che avevo fatto e ricominciare da capo), mi sono accorto che usare un DB così complesso e mastodontico sarebbe stato, come dicono gli americani, <em>overkill</em>; ed è uno dei più leggeri tra quelli di largo uso!</p>
<p>Così, ho rivolto la mia attenzione verso i <strong>database <em>embedded</em>. </strong>Ne esistono di vario tipo, forme e dimensioni, tutti accomunati dall&#8217;aver bisogno di un solo <em>driver</em> che il <strong>motore di persistenza </strong>della vostra applicazione (o Eclipse) deve trovare per connettersi ad un database.</p>
<p>Dovrei dire a questo punto che io, fino a due settimane fa al massimo, sapevo poco o niente di queste cose. Soprattutto di quelle parole, &#8220;motore di persistenza&#8221;: la <em>persistenza</em>, in questo caso, si riferisce alla trasformazione (qualcosa di mistico?) tra un <strong>oggetto Java </strong>caricato nella JVM (e quindi in memoria) e <strong>una riga, o un insieme di righe, </strong>in una tabella di un database, nella maggior parte dei casi saldamente ancorato al disco fisso. Sapevo anche cos&#8217;è un database, naturalmente, e quel poco di SQL che mi ha permesso di non cominciare da zero con le query al lavoro (ma che ho già molto migliorato. Le <code>SELECT </code>innestate sono un gran divertimento, vero?).</p>
<p>Come motore di persistenza, ho da subito scelto JPA, per l&#8217;<a title="Using the JPA in Desktop Applications" href="http://java.sun.com/developer/technicalArticles/J2SE/Desktop/persistenceapi/">ottimo tutorial </a>fornito dalla SUN, che raccomando. Il motore di persistenza è quello che si occupa di trasferire certi comandi da oggetti Java (tra cui <code><strong>find()</strong>, <strong>persist()</strong>, <strong>merge()</strong>, <strong>remove()</strong></code>) alle rispettive query SQL (in questo caso <code>SELECT, INSERT, UPDATE, DELETE</code>). Ricordando che in informatica si parla più che altro per astrazioni, non deve stupire sapere che ci sono più <em>implementazioni</em> di uno stesso motore di persistenza. Queste, per supportare un qualche database, devono conoscere il necessario <em>dialetto</em> (o sottoinsieme) del linguaggio SQL, che, ahimé, non è così uno standard come il suo nome potrebbe suggerire. Dopo un tentativo andato a vuoto con EclipseLink, ho scelto <a title="Oracle TopLink JPA" href="http://www.oracle.com/technology/products/ias/toplink/jpa/index.html"><strong>Oracle Toplink Essentials</strong></a>, sempre perchè ben documentato nel tutorial.</p>
<p>A questo punto, il primo database a cui ho rivolto la mia attenzione è stato <strong>SQLite</strong>. Nome accattivante, piccole dimensioni, documentato: sembrava che avessi trovato ciò che faceva al caso mio, ma al primo tentativo di <em>persistere</em> qualche oggetto mi sono trovato davanti ad errori nella sintassi SQL su query <em>generate</em> da JPA e, quindi, presumibilmente giuste. Il problema era un altro: Toplink non implementa il <em>subset</em> SQL necessario a SQLite (che tra l&#8217;altro, come ho imparato più tardi, è in qualche modo limitato) e, perciò, sbaglia. In seguito, sono tornato alle buone abitudini che non sbagliano mai: fare ciò che c&#8217;è scritto nei tutorial, prima di lanciarsi nell&#8217;ignoto; <strong>un po&#8217; come le ricette per torte</strong>, che finiscono in catastrofe quando non le seguo. Per cui, sono passato ad <a title="Apache Derby" href="http://db.apache.org/derby/"><strong>Apache Derby Embedded</strong></a>: leggero, ugualmente facile da installare e soprattutto, riconosciuto da Toplink.</p>
<p>Il divertimento maggiore è stato (ed è ancora) definire il <em>mapping</em> tra entità nel database e POJOs, semplici oggetti Java. Questo può avvenire in due modi: mediante annotazioni direttamente sul codice, o mediante il file <em>orm.xml</em>, da inserire nella <em>root</em> del progetto. (Per inciso, questo, come il resto di JPA, fa parte della specifica EJB 3.0, con cui avrò a che fare anche per lavoro). Le annotazioni mi sono sembrate più semplici, per cui le ho scelte. Tutto ciò che si deve fare per definire una classe come entità è aggiungere <code>@Entity</code> prima della definizione di classe; per definire nome e altre proprietà, come vincoli di unicità, in una tabella, si usa l&#8217;annotazione <code>@Table(...)</code> e così via. Rimando alla <a title="TopLink JPA Annotation Reference" href="http://www.oracle.com/technology/products/ias/toplink/jpa/resources/toplink-jpa-annotations.html">lista completa delle annotazioni Toplink</a> per ulteriori approfondimenti.</p>
<p>Dopo qualche perplessità, sono riuscito a sistemare tutte le dipendenze dal mio progetto e a <em>persistere</em> le mie prime tabelle. Tutto il resto è buona progettazione del database, che oltre ad essere dannatamente complicata, è una storia del tutto diversa.</p>
<p>Ricapitolando:</p>
<ul>
<li>Per un&#8217;applicazione Java 2 SE che necessiti di salvare <a title="P.O.J.O. on Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Plain_Old_Java_Object">POJO</a>&#8217;s (<em>Plain Old Java Objects</em>) su un database, sviluppata sotto Eclipse con motore JPA, ho trovato utili TopLink e il database Derby.</li>
<li>Toplink è parte del bundle GlassFish: TopLink Essentials è scaricabile dalla <a title="GlassFish Reference Implementation" href="https://glassfish.dev.java.net/downloads/persistence/JavaPersistence.html">pagina di download dell&#8217;implementazione di riferimento</a>, il primo nella tabella chiamata <strong>GlassFish v2.1 branch</strong>. Eseguire il comando suggerito nella pagina porterà ad avere una directory con alcuni <em>jar</em>. Il file da includere è <strong>toplink-essentials.jar</strong> .</li>
<li>Derby è scaricabile dalla <a title="Apache Derby Downloads" href="http://db.apache.org/derby/derby_downloads.html">pagina di download del progetto</a>. Il file .zip contiene una serie di <em>jar</em>, il file da includere per un&#8217;applicazione desktop che necessiti del solo DB è <strong>lib/derby.jar</strong> .</li>
<li>Ricordare note di copyright e licenze! Anche se entrambe le librerie sono <em>open source</em>, è comunque necessario includere le originali licenze.</li>
<li>Nel dubbio, seguire i tutorial. Se non aiutano, seguire una delle leggi fondamentali di Internet: <strong>qualcuno <em>ha già</em> avuto il tuo stesso problema. Qualcuno lo ha <em>già</em> risolto.</strong></li>
</ul>
<p>Buona persistenza a tutti.</p>
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		<title>Pendolarismo e Java</title>
		<link>http://www.vermilionsands.org/2009/06/pendolarismo-e-java/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 08:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Java]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Work hours]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho da poco trovato lavoro presso il Centro Cardiologico Monzino di San Donato, Milano, alle dipendenze della Anemos S.r.l., fornitore di software sanitario a norma internazionale per questo e altri ospedali in tutta Italia. Un ottimo risultato, considerando che mi sono laureato da poco.
San Donato è a più di 50 Km da casa mia. Devo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho da poco trovato lavoro presso il Centro Cardiologico Monzino di San Donato, Milano, alle dipendenze della <a title="Anemos S.r.l. (outdated)" href="http://www.anemos.org/html/home.html">Anemos S.r.l.</a>, fornitore di software sanitario a norma internazionale per questo e altri ospedali in tutta Italia. Un ottimo risultato, considerando che mi sono laureato da poco.</p>
<p>San Donato è a più di 50 Km da casa mia. Devo prendere treno, metropolitana, bus, in quest&#8217;ordine. Non ho orari proibitivi per fortuna, ma lo stesso <strong>sono in viaggio per non meno di due ore, </strong>con uno scarto di 5 minuti, per andare e tornare; in tutto, perdo 4 ore al giorno su una giornata lavorativa di 8 ore (includendo la pausa, il contratto a progetto mi permette una certa flessibilità negli orari, nei limiti della decenza ovviamente).</p>
<p>Quattro ore sono tante. Potrei usarne anche una parte (la metà, ad esempio) per rilassarmi, dedicarmi ai miei hobby, cominciare prima la mattina e uscire prima il pomeriggio, ponderare altri progetti, ad esempio un <strong>sistema di gestione delle caselle dei fumetti</strong> che il gestore della maggiore fumetteria lecchese mi ha chiesto di elaborare.</p>
<p>Il linguaggio Java, con gli strumenti giusti, permette di essere veloci come un treno (o una metropolitana) anche se, come un treno, va solo sui suoi binari. A confronto, un linguaggio come C è un fuoristrada, che però a volte è costretto a procedere più lentamente su terreno insidioso (<em>rogue pointers</em>, vale a dire puntatori &#8220;ribelli&#8221;, gestione dinamica della memoria). E&#8217; più facile, diciamo. Java mi accompagnerà in questi tempi di pendolarismo, sia al lavoro che fuori; anche se per ora mi &#8220;limito&#8221; allo studio di <a title="CRS Lombardia - Documentazione" href="http://www.crs.lombardia.it/cm/content.jhtml?param1_1=DOWNLOADSISS">infinite specifiche</a> sul protocollo HL7 e sull&#8217;integrazione di un sistema sanitario con il SISS Lombardia.</p>
<p>Qual è la ricompensa che chiedo dalla vita per il periodo in cui sono appena entrato? Una <strong>conoscenza più approfondita e pratica </strong>della programmazione a oggetti, delle fasi dello sviluppo in generale, nonché delle tecnologie particolari che userò. Solo allora sarà un periodo speso bene.</p>
<p>Ricordate sempre, quando sentite di entrare in una fase impegnativa della vostra vita, di stabilire bene qual è la parte che alla fine vi spetta: una specie di contratto con la vostra stessa vita. <strong>E via col treno.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Laurea, C++ e MFC</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 15:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Downloads]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre settimane fa (oddio, come passa il tempo) mi sono laureato, finalmente. Com&#8217;è che non l&#8217;ho scritto subito? Perchè in generale evito di dire cose &#8220;personali&#8221; su questo sito, ma suppongo che una laurea in Informatica abbia qualche rilevanza dal punto di vista&#8230; beh, dell&#8217;Informatica. Anche se questa rilevanza si riduce ad essere &#8220;Ecco, esiste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tre settimane fa (oddio, come passa il tempo) mi sono laureato, finalmente. Com&#8217;è che non l&#8217;ho scritto subito? Perchè in generale evito di dire cose &#8220;personali&#8221; su questo sito, ma suppongo che una laurea in Informatica abbia qualche rilevanza dal punto di vista&#8230; beh, dell&#8217;Informatica. Anche se questa rilevanza si riduce ad essere &#8220;Ecco, esiste un laureato in Informatica in più sul pianeta.&#8221;</p>
<p><a href="http://techburner.files.wordpress.com/2009/01/code_monkey_colour.jpg"><img style="margin: 8px 8px 8px 0px; float: left;" title="Code monkey" src="http://techburner.files.wordpress.com/2009/01/code_monkey_colour.jpg" alt="" width="330" height="329" /></a>Produrrà qualcosa di buono, il suddetto laureato? Sta a lui. E visto che <strong>non si ottiene nulla senza provarci infinite volte</strong>, ho cominciato a studiare per conto mio la creazione di applicazioni con GUI su Windows, usando le librerie della <a title="Microsoft Foundation Classes (Wikipedia)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Microsoft_Foundation_Classes">Microsoft Foundation Classes</a>, che dal 1992 incapsulano le Windows API (a.k.a. Win32 API) dando un maggiore controllo sulla creazione di applicazioni per Windows. Ho provato ad usare direttamente Win32, secondo il principio che <em>hardcore è meglio</em>, ma dopo aver visto che i bottoni apparivano sotto Windows 7 come se venissero direttamente da Windows 95, ho rinunciato.</p>
<p>MFC non è difficile da usare&#8230; sempre che si abbia la memoria di un elefante, cosa particolarmente richiesta nell&#8217;ambito della programmazione di interfacce in C++. Non è come le Swing di Java, che hanno contribuito a creare <a href="http://www.mind.disco.unimib.it/downloads/downloads.html">il mio beneamato progetto di stage</a>, in cui il programmatore può estendere <code>JFrame</code> e chiamare <code>SetVisible(true)</code> su un oggetto della classe estesa e in cui ogni elemento ha nomi facili da memorizzare e mille metodi per fare ogni cosa. Ma non è nemmeno come Win32 nativo, in cui per far comparire una finestra <em>vuota</em> servono <strong><a href="http://www.winprog.org/tutorial/simple_window.html">non meno di 70 righe di codice</a></strong>&#8230; di cui la maggior parte obsoleto e inutile.</p>
<p>Una volta presa familiarità con <code>typedef</code>s come <code>LPCWSTR</code> (<em>Long Pointer to Constant Wide-character String</em>, puntatore a una stringa non modificabile di caratteri a 16 bit) e <code>CComPtr&lt;T&gt;</code> (<em>Component Object Model Pointer</em>, MFC wrapper attorno a un puntatore ad oggetti COM di tipo T), <code>MESSAGE_MAP</code>s e <code>HRESULT</code>, non va poi così male.</p>
<p>Aggiungete l&#8217;essersi accorto di una caratteristica mancante in Windows 7, piccola ma leggermente scomoda, un po&#8217; di manipolazione di XML (mediante XmlLite) e otterrete <a href="http://www.vermilionsands.org/?page_id=157">il primo programma</a> nell&#8217;appena inaugurata <strong><a href="http://www.vermilionsands.org/?page_id=154">sezione download</a></strong>. Sentitevi liberi di usare i programmi che troverete là (non so con quale frequenza) e lasciare tutti i commenti che volete!</p>
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		<title>Addio, James</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 16:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silma</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi trovo ancora ad esulare dalle intenzioni informatiche di questo blog per dare una brutta notizia, seppure annunciata da qualche tempo. James Graham Ballard è morto ieri, all&#8217;età di 78 anni. I telegiornali italiani non ne hanno dato notizia, che io sappia; forse uno scrittore estero contemporaneo, per quanto riguarda loro, non ha troppa importanza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi trovo ancora ad esulare dalle intenzioni informatiche di questo blog per dare una brutta notizia, seppure annunciata da qualche tempo. <strong>James Graham Ballard </strong>è morto ieri, all&#8217;età di 78 anni. I telegiornali italiani non ne hanno dato notizia, che io sappia; forse uno scrittore estero contemporaneo, per quanto riguarda loro, non ha <em>troppa</em> importanza. Ho trovato la notizia stamattina, nel trafiletto di un quotidiano milanese gratuito.</p>
<p><img style="margin: 8px 8px 8px 0px; float: left;" title="James Graham Ballard" src="http://newsimg.bbc.co.uk/media/images/45680000/jpg/_45680246_ballard.jpg" alt="" width="512" height="288" /></p>
<p>Nato a Shangai nel 1930 da genitori inglesi, fu internato in un campo di concentramento, durante la guerra. L&#8217;esperienza lo segnò profondamente e ritorna, sotto diverse forme, nella maggior parte dei suoi racconti o romanzi: &#8220;L&#8217;uomo può abbandonare la prigione, ma la prigione non abbandona mai l&#8217;uomo&#8221;.</p>
<p>Fu scrittore di fantascienza prima, dagli anni &#8216;50 ai &#8216;70, di romanzi moderni poi, sempre graffiante, onirico, crudo nel rappresentare la realtà moderna e post-moderna. Io non sono un critico, non so trovare le parole giuste, ma sono le prime che mi vengono in mente. Personalmente l&#8217;ho apprezzato sin da piccolo, sin dai 12 anni, per la sua fantascienza: un mondo di sogno in cui era piacevole per me perdermi. Sue erano le spiagge senza fine, gli edifici enormi e abbandonati, inutili; gli uomini soli, le donne che sembravano sorgere dai loro sogni (spesso dai loro incubi), l&#8217;immobilità, la luce che sovente assumeva le stesse connotazioni di un liquido che gocciolasse lentamente.</p>
<p>Povere parole, le mie, ad elogiare uno scrittore così grande! Ricordo, meglio di tutti, i racconti dell&#8217;antologia <strong>Il giorno senza fine</strong>, pubblicata da Longanesi nella collana <em>Fantapocket</em>, del 1976. Nel racconto eponimo, il primo della raccolta, il protagonista si trova nella fascia del tramonto di una Terra che ha smesso di girare: bellissime atmosfere, rovine al chiaro di luna e all&#8217;innaturale luce di un crepuscolo perpetuo&#8230; pura poesia ai miei occhi, sia 12 anni fa, quando ho letto questi racconti per la prima volta, che adesso.</p>
<p>Ma forse, più rappresentativo della fantascienza ballardiana è il ciclo di <strong>Vermilion Sands</strong>: atmosfere da sogno, &#8220;stanchezza da spiaggia&#8221; e una sottile aria di pazzia, in nove racconti, ognuno dedicato ad una forma di arte, che lasciano spiazzati e vagamente a disagio.</p>
<p>Non conosco, purtroppo, i suoi romanzi recenti; lo ricordo per la sua inesauribile <em>fantascienza dello spazio interno</em>, i suoi racconti di alienazione in cui il paesaggio è sempre funzionale alla complessa psicologia dei protagonisti e non ha mai mancato di suscitare in me immagini di sogno e un godimento puramente intellettuale.</p>
<p>A chi volesse avvicinarsi alla lettura del maestro, segnalo i racconti <strong>Il giorno senza fine</strong>, <strong>Le Terre d&#8217;Attesa</strong> e, naturalmente, tutto il ciclo di Vermilion Sands, a cominciare da <strong>Prima Belladonna</strong> (che fu anche il suo primo racconto pubblicato) e <strong>Studio 5, Le Stelle</strong>. Inoltre, tra i romanzi brevi leggete assolutamente <strong>Foresta di cristallo</strong>.</p>
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