Il nome e la sostanza Aggiungi un commento

3 dicembre 2007, 0:32

Ieri un amico mi ha dato una delle tastiere che aveva in casa, nuova, ancora imballata. Produttore, una certa Medi@com, proprio così, con la “@”. Chi l’ha mai sentito? Lì per lì, non ci ho fatto caso, la tastiera era nuova, pulita, nera, niente male come linee. Me la son portata a casa con la formula “provala, se la tieni portami i soldi” (molto utile in casi come questi).Tastiera Medi@com Standard

L’ho usata per esattamente 16 ore (non consecutive, non sono ancora arrivato a questi livelli). Dopodichè, la catastrofe: un tasto si è affossato. Si può ancora battere, ma viene a mancare il feedback dei tasti, una cosa che ritengo indispensabile per poter scrivere su una tastiera (e non sono l’unico; sarà forse il motivo per cui le tastiere olografiche non sono così diffuse?)

Morale, restituirò la tastiera al suo (in questo caso, sfortunato) proprietario, senza oneri visto che comunque sarebbe stata scartata, e amici come prima. Intanto ho collegato di nuovo la mia fidatissima, vecchissima e indistruttibile IBM KB-8926, un vero mattone, pesante una tonnellata, tastiera dai circa 10 anni suonati, senza un difetto se non quello di fare baccano come una carica di cavalleria.

Non che io sia un esperto in tastiere, ma oggi ho avuto la riprova di una piccola lezione, di quelle che fanno risparmiare grandi fastidi (e soldi) in futuro. E’ meglio spendere di più per un oggetto di gran marca, che trovarsi con un prodotto difettato. Nel campo elettronico e informatico, il nome paga.

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