Informavori Aggiungi un commento
16 giugno 2007, 12:30A chi si è detto almeno una volta che Internet è popolata e frequentata da animali da rete, farà piacere sapere che è effettivamente così. Il comportamento degli utenti in rete ha moltissime affinità con quello di un animale da preda. Informavoro, lo hanno definito alcuni. Mi pare un nome adeguato: in natura gli animali cacciano per cibi vegetali o animali anch’essi, in rete l’internauta cerca informazioni. Siano immagini, video, articoli, anche solo un nome, sono sempre informazioni.
Il modello comportamentale più diffuso (per statistica) è stato definito nel 1989 modello a raccolta di bacche. Le informazioni tendono ad essere disperse e l’utente coglie di esse quelle che sono immediatamente visibili, come le bacche mature (e colorate diversamente) in un cespuglio. Già allora (ed oggigiorno ancora di più) l’utente si move in maniera fluida attraverso l’universo informativo, seguendo un link dopo l’altro, cogliendo qualsiasi bit di informazione che risulti interessante, attraverso variazioni dell’interesse originario. A nessuno è mai capitato di cercare un articolo su Wikipedia, per poi trovarsi con 10-20 finestre aperte, ognuna su articoli diversi? Un tale livello di divagazione può essere un male per un sito che necessiti di mantenere l’utente focalizzato su di sé, ma è di sicuro un vantaggio per la ricchezza di informazioni che l’utente ha a disposizione.
Se però l’utente sta cercando una particolare informazione, qui entra il gioco la metafora utente-predatore. Pensate all’informazione come la preda. Il cacciatore segue l’odore dell’informazione di collegamento in collegamento, cambiando strada se si accorge che l’odore è più debole, anche molto in fretta. Non solo, ma se i progressi verso l’informazione non sono sufficentemente rapidi, l’utente puù anche rinunciare.
L’informavoro è frettoloso ed esigente. Le sue dita son sempre pronte a premere il tasto “indietro”. Egli vuole trovare ciò che cerca con una sola occhiata, in meno di 4 secondi. Alla peggio, si stancherà del vostro sito in 2 minuti. Anche questo è ben descritto dal modello dell’information foraging (“to forage” significa rovistare ed è il verbo che si usa per definire la ricerca di cibo nei cespugli), o “ricerca per sopravvivenza”: non si può rimanere troppo a lungo sullo stesso cespuglio per cercare bacche nascoste, altrimenti si troverà meno cibo e si finirà per morire di fame. Allo stesso modo, un utente in cerca di informazioni vuole spendere il minor tempo possibile prima di trovarle. E’ istinto di sopravvivenza: conservo le forze adesso per sfruttarle in caso di altra necessità.
Non c’è da stupirsi che il comando “indietro” (dato dalla pressione di backspace, o del tasto sulla barra degli strumenti, o da un rapido movimento del mouse verso sinistra) sia uno dei più usati nella navigazione, se non il più usato in assoluto. Sempre pronti a cambiar strada.














giugno 16th, 2007 at 14:20
già è proprio così…
mi sento un informavoro!!!
quindi da buon informavoro clicco indietro e me ne vado
ahhahahahahha
no scherzo..
bello come intervento effettivamente è vero
ormai internet è come un mondo dove noi viviamo da cacciatori e il sapere è la preda…
chissà se ci estingueremo anche in questo senso..
speriamo di no!!!
Ciao!!
giugno 24th, 2007 at 20:15
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