Radeon HD 6870: Primi risultati Aggiungi un commento

11 febbraio 2011, 20:36

La nuova Powercolor Radeon HD 6870 PCS+ è arrivata stamattina, buttandomi giù dal letto alle 10.15 quando a quell’ora avrei dovuto essere alla donazione di sangue. Poco male! Lasciato da parte lo scatolone e sbrigati tutti gli affari del giorno, ho finalmente completato l’installazione e il setup all’alba delle 18.30.

Il quale setup, per inciso, comprende la creazione di un paio di profili in Ati Tray Tools 1.7 (Beta, reperibile su Softpedia). La scheda, al primo avvio e dopo aver installato i driver, è ancora vagamente rumorosa… perlomeno sopra il mio PC ultra-silenzioso, così ho impostato questi profili per l’uso di tutti i giorni:

  • Idle: GPU 250 MHz / MEM 300 MHz / FAN 10%
  • Work: GPU 940 MHz / MEM 1100 MHz / FAN In base alla temperatura.

Le frequenze per il profilo Work sono quelle impostate come base (ricordare che la PCS+ è factory overclocked). Con la ventola al 10% in Idle, la scheda video è inudibile sopra il rumore ambientale e la temperatura si aggira attorno ai 42° in una stanza normalmente riscaldata. Parametri soddisfacenti per l’uso non intensivo, il che comprende qualsiasi applicazione che non necessiti di accelerazione 3D.

Passiamo a vedere come si comporta sotto stress, in situazioni reali (niente benchmark sintetici qui). Per confronto, con ancora la mia vecchia HD 4870, avevo avviato una registrazione del framerate con Fraps su 120 secondi della sequenza iniziale di Metro 2033.

Metro 2033 - Interno semplice Metro 2033 - Interno complesso Metro 2033 - Esterno

Il test è stato effettuato a 1920×1080@60Hz, Very High DX10, MSAA 4x, AF 16x. Ecco i risultati prima della cura:

Frames   Time (ms)  Min  Max  Avg
2260     120000     7    31   18.833

Dopo la cura:

Frames   Time (ms)  Min  Max  Avg
3444     120000     17   45   28.700

Un aumento del 53% in media e del 45% sul massimo. Lo considero indicativo perchè nonostante 120 secondi non siano moltissimi, nella prima scena si passa da un ambiente ristretto con poche luci e dettagli (la cima del pozzo di un ascensore, probabilmente) ad un ambiente complesso con luci volumetriche, particelle e 5-6 attori diversi sullo schermo, il tutto condito da DoF, Motion Blur e quant’altro.

Sì: sono felice dell’acquisto. Spero che questo sia solo l’inizio di una lunga e piacevole collaborazione.

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La mia nuova Radeon HD 6870 Aggiungi un commento

1 febbraio 2011, 15:09

Continua la mia storia (platonica…) con le schede AMD/Ati, o più recentemente, solo AMD anche nel marchio.

Dopo la piccola, ma allegra, HD 4670 e l’odierna HD 4870 che mi ha dato così tante soddisfazioni, è di nuovo giunto il momento di cambiare il motore immagini del mio computer. L’occasione è propizia per alcuni motivi importanti.

Prima di tutto, la serie HD 6xxx è da relativamente pochi mesi sugli scaffali e già AMD ha deciso di ridurre i prezzi delle prime uscite 6870 e 6950, in vista delle top di gamma e delle ultra-enthusiast: ad esempio, la HD 6990.

Radeon HD 6990: Prime immagini

Dal forum di Hardware Upgrade:

Secondo me era meglio dargli la forma di un case, almeno potevo mettere il pc dentro la scheda video.

Ma stiamo divagando.

Ho comprato la VGA Powercolor HD 6870 PCS+. Caratteristiche salienti:

  • Frequenze GPU/Memoria: 940/1100 MHz (frequenza effettiva 5500 MHz)
  • Interfaccia memoria a 256 bit (ampiezza di banda teorica 176 GB/s)
  • Sufficientemente silenziosa, con 29 Db a 1m dal case, sotto carico (da sola, quindi il dato reale è più alto anche se non di molto)
  • …correlato al punto precedente, ventola da 12+ cm che la rende pretty sweet.

PowerColor Radeon HD 6870 PCS+

Naturalmente, per cosa si può usare un simile mostro se non per gli ultimi videogame usciti? Essendo il mio hobby preferito, credo di potermi almeno permettere gli ultimi gadget nell’ambito del budget gaming. Di questo si parlerà più avanti. Colpa in particolare di Metro 2033 (e, in parte, di Starcraft 2) se ho cominciato a sentire il bisogno di una nuova scheda video. Complice anche lo schermo Full HD, la buona HD 4870 non è riuscita a darmi il massimo… e quando si prova una volta l’ebbrezza di vedere un gioco dall’ottima grafica andare fluido con impostazioni ignoranti (Paolo, sto pensando a te!) non si può più accettare di meno.

Così il gioco è rimasto sugli scaffali virtuali di Steam finché non fossi pronto. Quel momento è adesso. Secondo i benchmark, la HD 6870 mantiene una media di 30-31 fps a risoluzione 1920×1200 con settaggi al massimo, comprese nuove piacevolezze come tessellation (in breve, il calcolo in tempo reale di vertici e poligoni aggiuntivi per dare una maggiore definizione a oggetti in movimento), profondità di campo, filtraggio delle ombre… Ora, a tutt’oggi non è davvero necessario avere tutta la potenza delle DirectX 11, perchè la differenza non è ancora percepibile facilmente, in maniera simile a quanto succedeva con i primi giochi in DirectX 10 (vedi Bioshock, Lost Planet, Assassin’s Creed etc.).

Ma spendere qualcosa di più adesso mi rende pronto per il futuro. Anche prendere a paragone il gioco più esigente e meno ottimizzato sul mercato è un punto a favore. La HD 4870 è durata quasi due anni (sarebbero 2 il prossimo aprile), sarebbe durata anche di più se non fosse stato per Metro 2033 e l’ho presa quando già aveva 10 mesi di vita. Mi aspetto una durata maggiore per questa scheda video.

Seguiranno immagini della bestia e del buon Metro 2033 in tutta la sua gloria, quando l’ordine busserà alla mia porta.

Fonti: Hardware Upgrade, TechPowerUP!

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The Void Aggiungi un commento

21 gennaio 2011, 19:21

Dopo Braid, parlo di un altro videogame interessante e insolito: The Void.

Sebbene spremere la mia (ormai in qualche modo antiquata) scheda video sia un buon passatempo, spesso preferisco un’esperienza che faccia riflettere, all’ennesimo blockbuster tutto effetti speciali e scarse quantità di adrenalina. Crysis, nonostante sia una festa per gli occhi, non mi ha fatto mai saltare dalla sedia. S.T.A.L.K.E.R.: Shadow of Chernobyl, più e più volte. Amnesia: The Dark Descent, d’altro canto, mi ha tenuto sull’orlo della sedia per l’intero svolgimento della trama. E questo è esattamente l’ordine dei videogame che preferisco.

Quello di cui voglio parlare, in termini di originalità e spunti adrenalinici, se non di intensità, non è da meno. Sviluppato dallo studio Ice-Pick Lodge, chiamato Turgor nella natia Russia, Tension e infine The Void: un gioco dai molti nomi per un’esperienza strana, atmosferica, aliena.

L’impatto con un altro mondo è sempre qualcosa di difficile da trasmettere nei media, siano videogiochi o pellicole cinematografiche: spesso si finisce per disegnare il vecchio mondo, sotto salse diverse. Il pur ottimo Avatar faceva un debole tentativo di trasmettere questa sensazione con i suoi “pelle-blu” nativi americani e le rocce volanti tra la giungla amazzonica. Molto meglio Half Life, con Xen, il cui design fu pure criticato per l’apparente fretta con cui erano stati creati gli ambienti del mondo alieno. Critiche ingiustificate, a mio parere.

Ma è American McGee’s Alice che questo videogame riporta alla memoria, con le sue camere sospese nel vuoto e le architetture contorte e malefiche, sempre in movimento, a indicare l’instabilità di un ambiente generato dagli incubi di una ragazza traumatizzata.

The Void è in qualche modo simile, nelle premesse e nell’esecuzione.

Le Camere del Vuoto The Void - Disegnare

Noi siamo morti. Questa è la nostra prima certezza. Morti, ma non finiti: prima della Morte Assoluta, l’anima può fermarsi nel Vuoto, ad un passo dallo sprofondare nell’Abisso. Non la più stabile delle situazioni, insomma.

Nel Vuoto, ogni creatura dotata di una volontà propria cerca ciò che dà la vita: il Colore. Questo è anche ciò che ci permette di sopravvivere nello spostamento da una camera all’altra, che raccogliamo come Linfa, travasiamo nei nostri Cuori e, quando siamo nel Vuoto, lentamente si distilla in Nerva da cui attingere per disegnare.

Il disegno dei Glifi è l’interazione principale nel mondo di gioco. Esistono Glifi di difesa, attacco, potenziamento o semplicemente per donare Colore. Dovremo imparare a usare e dosare i Glifi e il Colore per vivere nel Vuoto.

Tutto questo ci viene raccontato da una Sorella: una gentile creatura, abitante della stanza in cui ci svegliamo. Ci racconta che le Sorelle sono rimaste in nove, decimate da quando il Vuoto era pieno di vita, perché il Colore sta svanendo. Ma è ricomparso assieme a noi, anima sperduta che la Sorella ha accolto e salvato dall’Abisso. Ci parla con una voce piena di speranza, onestà e aspettativa, racconta tutto sinceramente.

Le Sorelle non sono tutte così. Andando avanti nel gioco troveremo Sorelle ciniche, fataliste, ingenue, aggressive, illuse o rese pazze dalla scarsità di Colore. Troveremo anche i loro guardiani e custodi del Vuoto, i Fratelli: esseri mostruosi che ci apostrofano di volta in volta con condiscendenza o aperta ostilità. Il primo che si presenta a noi, dal nome di Mantide, è un busto con mezze gambe e braccia staccate e impalate da numerose aste e meccanismi snodabili. Gli altri sono anche peggio. Fratelli e Sorelle ci raccontano le loro verità riguardo al Vuoto, a loro e a noi stessi, non sempre coerenti nemmeno all’interno dei due gruppi. Sta a noi decidere chi seguire.

The Void - Isola The Void - Giardino

Il gioco non è per tutti e può disorientare, all’inizio. Dopo il primo impatto, e probabilmente dopo aver ricominciato un paio di volte per la difficoltà e scarsità di informazioni, ci si comincia a porre delle domande. Per un titolo così minimale, The Void si presta ad un numero sorprendentemente elevato di interpretazioni.

Le Sorelle si presentano come esseri indifesi, prigioniere dei mostruosi e crudeli Fratelli, che le mantengono un sistema pressoché di schiavitù. Non possono fuggire, non possono difendersi e devono dipendere dal Fratello che le ha “sposate” per nutrirsi del Colore di cui hanno bisogno. Oppure: sono loro a tessere la tela degli avvenimenti nel Vuoto, spingendo i Fratelli ad agire secondo i loro capricci. Non dimentichiamo che sono le Sorelle stesse a plasmare le loro camere, scegliere il proprio nome e la personalità. O, ancora, rappresentano i sogni e le aspirazioni di esseri umani a venire, parte della loro anima. Impariamo che le Sorelle possono ascendere: passare il Limite, tornare in superficie, nascere al mondo. Siamo noi, con la nostra capacità di donare Colore, ad avere questo potere su di loro.

I Fratelli, d’altro canto, sembrano a prima vista dei persecutori dall’aspetto mostruoso e dal potere spropositato. Ma forse, sono loro i giusti difensori di questo mondo, hanno guadagnato la loro forza (ma anche il loro aspetto) e la loro posizione combattendo i più pericolosi tra i Predatori e amano sinceramente il loro reame. Per questo, sono in uno stato di disperazione ora che vedono il Vuoto avvizzire intorno a loro. E’ il loro mondo, quindi che altro possono fare se non lottare per preservarlo?

E noi, l’anima capitata nel Vuoto per volere di una Sorella, capace di trasformare e donare Colore (e quindi di riceverlo e accrescerlo, perché la donazione si riflette presto sul donatore), siamo una sorta di Messia destinato a ridare vita al Vuoto, o un incauto usurpatore che non si rende conto della distruzione che sta portando? Perché presto si rivela una spiacevole verità: più Colore usiamo, più le camere diventano rovinate e ostili, giardini una volta rigogliosi e pieni di pacifiche lucciole si degradano in squallidi antri dove orrori saltano fuori dal terreno ad ogni passo, per attaccarci e rubare la nostra Linfa.

Cos’è veramente il Vuoto, che alcuni chiamano il Dormiente e altri il Limite? Chi siamo noi? Qual è il vero scopo delle Sorelle? Sono solo alcune delle domande che The Void pone a chi segue la sua storia. Come un buon racconto, propone il minimo possibile per suscitare l’interesse e lasciare il resto alla fantasia del lettore.

Non ho ancora finito questo gioco. Forse, alla fine, alcune delle domande riceveranno risposta, o forse no. Dipenderà da quale degli undici possibili finali avrò scelto. Nel frattempo, posso solo assicurarmi di avere Colore a sufficienza per affrontare il viaggio tra una Camera e l’altra.

Altri screenshot in questa pagina.

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